I rosanero e l'inversione di tendenza

Raramente il Palermo era riuscito a cambiare una partita affrontata inizialmente tanto male. Miccoli? Si sono fatti troppi film su una vicenda semplice

La vittoria del Palermo a Lecce ha un valore inestimabile e rappresenta una forte inversione di tendenza rispetto alla...tradizione. Raramente la squadra rosanero era riuscita a cambiare una partita affrontata inizialmente tanto male e non era facile vincere in uno stadio che raramente ha portato bene ai rosa con una formazione tanto avventurosa. In campo per un certo periodo abbiamo visto contemporaneamente Garcia (prima ancora Darmian), Muñoz, Bacinovic, Kasami, Pastore e Hernandez. Sei Under 23, più Andelkovic alla sua terza partita in A e Sirigu solo di pochi mesi più grande. Poi Ilicic ha sostituito Kasami, un ventiduenne per un diciottenne. Nessuna squadra di serie A si consente questo «lusso». Eppure è andata bene. Diciamo che la qualità ha prevalso sull’esperienza. Sarebbe bello poterli rivedere tutti insieme tra tre anni e con lo stesso tecnico.
La vicenda personale di Miccoli ha fatto parlare molto, ma a nostro parere si sono fatti troppi film su una storia semplice. Miccoli è di Lecce, ama il Lecce ma è un giocatore del Palermo. Fin quando è stato in campo ha dato il massimo segnando un gol splendido. Non ha esultato, come Giovanni Tedesco non esulterebbe se segnasse un gol ai rosa. Comprendendo il suo disagio Rossi lo ha cambiato nell’intervallo, anticipando di una decina di minuti una sostituzione già programmata. Se Miccoli avesse giocato anche la ripresa lo avrebbe fatto con grande impegno. Non crediamo ci possa essere dell’altro. Domenica Miccoli è riuscito a separare le ragioni del cuore da quelle della ragione, comportandosi da grande professionista. Qualcuno vuol togliere al capitano il diritto di restare legato alla squadra della sua città?
La buona prestazione di Hernandez premia la decisione di Zamparini di non prendere una punta di prima fascia (sempre che fosse stato possibile) a gennaio. Oggi infatti Rossi si trova col dilemma di qualche settimana fa. Ovvero a dovere scegliere tra un modulo a una punta che sacrificherebbe l’uruguaiano e un modulo a due punte, che invece toglierebbe spazio a uno dei due trequartisti. Chiaro che fin quando la Joya non ha i novanta minuti nelle gambe la scelta è facile, ma proprio a Lecce la partita è cambiata quando il Palermo ha potuto schierare un attaccante bravo a giocare anche spalle alla porta. Clamoroso il gol di Pastore: sull’inserimento del Flaco i due centrali pugliesi erano entrambi in marcatura su Hernandez. In pochi giorni, insomma, il Palermo è passato dall’emergenza all’abbondanza in attacco. E non c’è ancora Pinilla.

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