Fincantieri non lascia Palermo

Vertice a Palazzo d'Orleans tra Regione, sindacati e dirigenti aziendali,Ma resta incertezza sulle nuove commesse di lavoro

PALERMO. Fincantieri conferma il mantenimento della missione produttiva nello stabilimento di Palermo, ma sulle nuove commesse di lavoro è ancora buio. È quanto emerge dalla riunione tecnica di ieri a Palazzo d'Orleans, sede della Presidenza della Regione siciliana, tra i dirigenti nazionali di Fincantieri, l'assessore regionale alle Infrastrutture, Piercarmelo Russo, i dirigenti dell'assessorato regionale alle Attività produttive e i sindacati Fim, Fiom e Uilm. Nel suo intervento, il responsabile delle risorse umane di Fincantieri, Andrea Paolo Colombo, ha detto che «per la cantieristica la situazione, a livello europeo, è difficile. La società in questo momento non è in grado di assumere impegni a breve termine. Domani (oggi, ndr) discuteremo di cassa integrazione per Monfalcone e Marghera, lo stabilimento di Ancona è fermo e tra poco lo sarà anche Castellamare di Stabia. A Palermo confermiamo il mantenimento delle tre gambe produttive (costruzioni, riparazioni e trasformazioni), ma possiamo ragionare solo sul lungo termine».
Sicuramente non è quello che i sindacati volevano sentire, anche se sul versante che riguarda la costruzione dei bacini di carenaggio ci sono novità. Per accelerare i lavori, già finanziati dalla Regione, di ristrutturazione delle infrastrutture da 52 e 19 mila tonnellate, l'assessore Russo, ha proposto due strade: «Abbiamo suggerito all'assessorato alle Attività produttive la strada dell'avviso di preinformazione, infatti, è possibile rendere da subito noto a tutti che si vogliono bandire questi appalti e si può procedere all'acquisizione delle domande in appena ventidue giorni. Inoltre - ha aggiunto Russo - suggeriamo di optare per un appalto integrato che comprenda non solo i lavori ma anche la progettazione esecutiva, in modo che l'impresa aggiudicatrice non possa chiedere varianti o modifiche: attualmente i tempi sono stimati in 310 giorni ma in tal modo, i tempi della gara potranno essere ridotti di circa 50/100 giorni». 
Di norma, per la progettazione definitiva e la conferenza di servizi ci vogliono 120 giorni; 190 per la gara d'appalto e 60 giorni per la progettazione esecutiva, mentre per i lavori si parla di una forbice tra 300 e 500 giorni. «Ci aspettavamo un impegno maggiore per il futuro dello stabilimento sul fronte delle commesse - dice Nino Clemente della Fim - anche se ci rassicura la scelta dell'azienda di non abbandonare il sito di Palermo».
Il segretario provinciale della Uilm, Silvio Vicari, è intervenuto durante la riunione ricordando «che la cassa integrazione per gli operai dei Cantieri di Palermo scade a ottobre, per cui visto i tempi di ristrutturazione dei bacini si proporrà il problema di nuovi ammortizzatori sociali». Francesco Piastra della Fiom ha aggiunto che «senza ulteriori carichi di lavoro ad aprile i lavoratori in cig saranno 470, mentre nell'indotto non c'è copertura sociale».
All'incontro era presente anche il responsabile della task-force regionale per l'occupazione, Salvatore Cianciolo, che ha proposto a Colombo di verificare eventuali aiuti al reddito per i lavoratori.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

I più cliccati