Ars, dubbi su una nuova spa pubblica

Dovrebbe nascere dall'accorpamento della Multiservizi e della Biosphera.

PALERMO. Oltre 2 mila dipendenti e una mission tutta da definire: è la nuova spa pubblica che dovrebbe nascere dall'accorpamento in Beni culturali Spa della Multiservizi Spa e della Biosphera Spa, che al momento non convince la commissione Bilancio dell'Assemblea regionale siciliana, che ha cominciato le audizioni dei dirigenti delle partecipate della Regione.
"Quanto costerà il personale, quali mansioni svolgeranno i dipendenti, la Regione sarà l'unico committente o ce ne saranno altri?", sono gli interrogativi posti dal presidente della commissione Bilancio, Riccardo Savona (Mpa), a conclusione dell'audizione di Maria Adelaide Spatafora, vice presidente della Beni culturali Spa, ascoltata in audizione a Palazzo dei Normanni.
La dirigente ha sottolineato che le tre società hanno un oggetto sociale differente: Beni culturali Spa si occupa della valorizzazione e della gestione di pubblici servizi relativi alla custodia, conservazione ordinaria e straordinaria, restauro e fruizione dei beni culturali. L'organico della società è di 1.061 addetti, che costano circa 40 milioni di euro l'anno. Nella nuova Spa, oltre a questi lavoratori, dovrebbe confluire il personale di Biosphera Spa (circa 200 addetti) e quello di Multiservizi (altri 1.100).
Dalla relazione al preconsuntivo 2010 di Beni culturali Spa emergono ricavi per servizi di circa 46 milioni 800 mila euro, voce che rappresenta l'importo fatturato nei confronti dell'assessorato regionale, unico committente; per il 2011 si prevedono 46 milioni 600 mila euro, per via dei vincoli stabiliti dal rispetto del patto di stabilità e per la riduzione al capitolo di spesa del bilancio regionale.
La società nel 2010 ha contratto del 2% le spese per servizi e per abbattere la voce relativa al canone di locazione della sede sociale ha chiesto la disponibilità di un immobile di proprietà della Regione. Secondo i dirigenti della Beni culturali Spa, l'accorpamento di Biosphera Spa e Multiservizi Spa determinerà l'esigenza di una formazione del relativo personale qualora non s'intenda modificare l'attuale oggetto sociale di Beni Culturali Spa". Non solo, "l'accorpamento determinerà ragionevoli difficoltà gestionali, anche in termini di relazioni sindacali, in quanto i lavoratori part-time 'ex Spatafora' rivendicano un incremento orario delle rispettive prestazioni lavorative, anche in relazione alle esigenze rappresentate dai siti artistici che richiedono frequenti spostamenti e turnazioni del personale loro assegnato". Per quest'anno in Beni culturali Spa è prevista l'assunzione di 11 persone, ai sensi della legge 68 del 1999 e, a regime, entro il 2012, dovrà reclutarne altri 65 iscritti nelle liste speciali.

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