Il Milan rallenta e Moratti ringrazia

L’Inter adesso è l’incubo dei rossoneri improvvisamente stanchi. E il Napoli è in agguato, pronto a inserirsi nella sfida

Moratti ringrazia. Distribuisce sorrisi. Promette regali. Applaude. Tende le mani agli amici e agli avversari vicini e lontani. Buonasera. E intanto ringrazia chi ha permesso alla Beneamata di risalir la china, di riguadagnare il terreno di lotta, di sfidare il Milan e pensare a un altro scudetto. Moratti ringrazia Benitez che si è fatto cacciare per la modica cifra di tre milioncini, Berlusconi che gli ha regalato Leonardo pieno di bravura e di voglia di vendicarsi (signorilmente, Ua va sans dire), Garrone che gli ha servito su un piatto d'oro Pazzin de’ Pazzi e la Roma, bella e esibizionista, che si è presentata ballerina a San Siro per far godere il popolo e ci è riuscita, ha addirittura rischiato di fare un risultato storico eppoi ha ceduto, direte con onore, comunque con rumore. Un botto. E l'Inter adesso è l'incubo del Milan incapace di vincere, come se quella maledetta tabella compilata da Allegri (undici vittorie, trentatrè punti, ottanta finali, scudetto e buonanotte ) gli fosse caduta in testa, stordendolo, rendendolo incapace di inventarsi nuove trame, di motivare i rossoneri improvvisamente stanchi come se avessero già dato tutto.
È questo lo stato dell'opera dopo una delle giornate più vive del campionato, compreso il sabato sera juventino: e anche Agnelli si sbraccia gioioso e ringrazia San Cellino che gli ha offerto il soccorso di Matri; è ancora viva la promessa di una sfida incrociata fra i padroni di sempre e quelli che - come ai tempi di Maradona - son pronti ad approfittare di una loro distrazione; quando il Napoli vinse il suo primo tricolore Gianni Agnelli ironizzò : «Uno scudetto in libera uscita». Adesso il retorico De Laurentiis e il fumante Mazzarri stanno in agguato per potersi inserire nell'antica sfida fra Milano e Torino, ma soprattutto fra Milan e Inter, e mettere a segno un non impossibile colpo vincente. Perché a ben vedere il Napoli è oggi la squadra più armoniosa nel produrre gioco e più dotata per fare gol; naturalmente anche a Napoli si devono ringraziamenti a qualcuno, segnatamente al rumoroso Zamparini che si è privato - avendo un impianto di gioco nel quale l'uruguagio si sarebbe esaltato - del prezioso Cavani, confessandomi che a cominciare da Guidolin nessuno l'amava. E Cavani - più di Ibrahimovic, più di Eto’o, più di Borriello - ha i «segni» dell'uomo-scudetto, per la bellezza, la felicità e la quantità dei gol che riesce a segnare con la serena o rabbiosa intensità di un poeta. Un poeta del gol, all'antica come Baggio, l'ultimo che ho veduto e goduto.
Omaggio finale alla Roma che si è fatta americana in anticipo, ovvero bella generosa e dannata come se dovesse interpretare un filmone hollywoodiano. Chi se la prende avrà una squadra bella e forte da arricchire e potenziare. Una futura grande protagonista, non un brillante sparring partner. E adesso, Roma-Napoli...

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