Alleati in pressing su Lombardo

PALERMO. Gli alleati, di ogni colore, chiedono chiarezza al presidente Lombardo. Appelli che vedono coinvolto il numero uno di Palazzo d’Orleans da un lato come governatore della Sicilia, dall’altro come leader del Movimento per l’Autonomia.
Dal punto di vista politico, e dunque non amministrativo, il fatto che oggi ha scosso le acque nella multiforme maggioranza siciliana è stata la nomina della nuova giunta da parte del presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D’Orsi. Una squadra definita “tecnica” ma che in realtà sembra ricalcare abbastanza da vicino le posizioni tenute in campo nel governo regionale, con lo stesso D’Orsi che aderisce all’Mpa e una serie di assessori che fanno capo a Udc e Forza del Sud. Fuori, come era prevedibile, il Pdl e il Pid di Saverio Romano, come prevede una sorta di “consuetudine dell’esclusione”. Basta guardare quanto fatto alla Provincia di Catania con Castiglione e al Comune di Palermo con Cammarata, entrambi Pdl che hanno scelto di escludere i lombardiani.
E che le acque siano agitate intorno a Lombardo lo dimostra anche una nota comune di Fli, Udc e Api: "Non è più procrastinabile un confronto tra i movimenti che aderiscono al Nuovo Polo per l'Italia, perché, in Sicilia, i primi passi non sono ancora del tutto sicuri, mentre occorre definire al più presto un percorso comune, in vista delle prossime scadenze delle amministrative".
Un appello firmato dai coordinatori siciliani di Fli Pippo Scalia, dell'Udc Giampiero D'Alia, e dell'Api Mario Bonomo.
"Chiediamo al presidente Lombardo - aggiungono - un urgente incontro per definire la composizione delle giunte provinciali di Agrigento e Gela e le candidature comuni negli enti locali interessati al voto".
La risposta non si è fatta attendere, è arrivata da Enzo Oliva, uno degli uomini più vicini a Lombardo: “Raccogliamo l'invito dei nostri alleati Fli, Udc e Api affinché si consolidi il nuovo polo e proceda unito in tutte le province e i comuni che sono chiamati al voto. È necessario assicurare una rappresentanza nella provincia di Agrigento all'Udc, così come, una volta per tutte, occorrerà impegnarsi anche in vista di scadenze più importanti, nella alternatività sempre e comunque al Pdl”.
Fin qui il Lombardo-leader politico. Per il Lombardo-governatore, invece, la bordata arriva da un altro alleato, il Pd: "Con un ennesimo colpo di mano il presidente della Regione ha nominato il suo segretario particolare consigliere della Serit e il vice capo di gabinetto presidente di Riscossione Sicilia - dice Enzo Bianco -. Neanche nei momenti più bui della prima Repubblica si era visto nulla di simile". Sulla stessa linea Roberto De Benedictis, vicepresidente del gruppo Pd all'Ars: "L'uso personale che Lombardo fa sempre più spesso delle nomine nell'amministrazione e nel sottogoverno è frutto di un atteggiamento inconcepibile".

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