Sanità, convegno regionale "Approcio integrato alla persona"

PALERMO. La spesa di tutti dei comuni siciliani per i servizi di carattere sociale varia da un totale di 350 a 370 milioni di euro; di questi solo il 50%  è destinato a progetti di assistenza sociale mentre la restante metà si traduce in semplici trasferimenti monetari, come sussidi e contributi. I dati arrivano dal primo Convegno regionale “Approccio Integrato alla Persona”, organizzato a Palazzo dei Normanni, a Palermo, da Edmondo Palmeri, Anna Maria Miceli e Rita Scimè della Libera Accademia di Medicina Biologica. “L’obiettivo dell‘incontro- spiega Edmondo Palmeri, presidente della Lamb- era riflettere sulla possibilità di integrare, in ambito sanitario, diverse figure professionali: dai medici di base ai sociologi agli psicologi agli assistenti sociali; pensare alla salute come un percorso di costruzione sociale. E’ quello che in linguaggio scientifico si chiama paradigma Biopsicosociale, modello medico che tiene conto del fisico, della psiche e dell’ambiente sociale”.


Anche se poco praticato, in Sicilia esistono delle realtà che si muovono in questa direzione.
Durante il simposio sono state illustrate le esperienze delle Fattorie Sociali a Catania o la rete Cag, dei quaranta Centri di Aggregazione Giovanili di Palermo o ancora il progetto Città Rock e Pop grazie al quale i giovani dei quartieri a rischio potranno partecipare alla scuola di perfezionamento musicale di Mogol. “Questo incontro rappresenta un’occasione importante per riflettere su un nuovo modello di benessere inteso come somma complessiva di fattori fisici, psichici e socio-relazionali, che ci impone di guardare alla malattia non solo dal punto di vista squisitamente clinico, ma anche quale condizione emotiva e psicologica che incide inevitabilmente sul rapporto dell’uomo con la società circostante e che ne è a sua volta influenzata. La medicina biologica, attraverso l’impegno della Lamb, anche in questo caso, propone un interessante riflessione che in modo innovativo è in grado di guardare all’essere umano nella sua complessità, cioè quale organismo psico-biologico, alla cui stabilità, equilibrio e salute, quindi, non possono che concorrere insieme l’approccio biomedico e quello biopsicosociale”.
 

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