Maxi operazione anti droga: sequestrati 2 laboratori

Ancora una ventina i ricercati. Uno dei fermati è il palermitano Giacomo Genuardi

PALERMO. L'operazione 'Alejandro' del Gico della Guardia di Finanza, sfociata in 72 provvedimenti di fermo, ha permesso il sequestro di 75 chili di cocaina, due laboratori di raffinazione e la cattura di due latitanti.            
Durante l'inchiesta, durata quattro anni, sono state monitorate oltre 1.400 utenze nazionali ed estere, seguite da riscontri in varie aree del territorio nazionale dove l'organizzazione operava. I fermi sono stati eseguiti in varie città italiane, tra cui Treviso, Venezia, Genova, Ancona, Napoli, Roma, Milano, Reggio Calabria. Uno dei fermati, Giacomo Genuardi, ha origini palermitane ma operava al nord Italia. Tra i quattordici italiani fermati, solo uno sarebbe legato alla criminalità organizzata e in particolare alla 'ndrangheta.             
L'organizzazione era articolata in 15 gruppi criminali, apparentemente autonomi, ma accomunati nella maggior parte dei casi dall'origine sudamericana dei trafficanti. Tra i destinatari dei provvedimenti di fermo ci sono anche un cittadino svizzero, uno spagnolo, un olandese e uno statunitense. La cocaina partiva dalla Repubblica Dominicana, dal Brasile o dal Perù per giungere a Madrid, Parigi, Amsterdam e poi in Italia. "Era un meccanismo - dice il generale della guardia di finanza Domenico Achille - che utilizzava le più avanzate e raffinate procedure per far entrare la droga in Italia. I soldi dello spaccio erano poi utilizzati in molti casi per acquistare appartamenti o bar in Sudamerica e Centro America”. Sono ancora una ventina le persone ricercate.

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