Agguato nell’Agrigentino, la procura: non emerge ipotesi mafiosa

Gli investigatori stanno seguendo molte piste, ma non ci sarebbe quella collegata alla criminalità organizzata locale

SANT'ELISABETTA. "Non ci sono, al momento, ipotesi che fanno ritenere di stampo mafioso" l'agguato della notte scorsa a Sant'Elisabetta, in cui sono rimasti feriti, in maniera grave, un bambino di sei anni, e in maniera lieve, suo fratello di 16 anni e uno zio di 30. Lo si apprende da fonti qualificate della Procura di Agrigento che "esclude rapporti di parentela tra le tre vittime e  il boss ergastolano Salvatore Fragapane, ex capo provinciale di Cosa nostra".
Allo stato ci "sono diverse piste che sono seguite dagli investigatori", tra questi non ci sarebbe quella collegata alla criminalità organizzata locale. L'inchiesta, infatti, rimane radicata a Agrigento e nessun atto è stato trasferito alla Dda della Procura di Palermo che sarebbe competente per delitti di mafia. Il procuratore aggiunto di Agrigento, Ignazio Fonzo, e il sostituto Antonella Pandolfi, che coordinano le indagini, hanno aperto un fascicolo, contro ignoti, che ipotizza i reati di tentativo di omicidio plurimo e detenzione e porto illegale di arma da fuoco.

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