Sanità, arriva il piano di rientro-bis Nuovi tagli e un concorso da 400 posti

Il provvedimento programma gli investimenti fino al 2012. Prevede accorpamenti per i laboratori e lima la spesa per i farmaci. Le assunzione nell'area del 118

PALERMO. C’è la conferma delle aliquote maggiorate per Irap e Irpef fino al 2012, la previsione di una nuova manovra di accorpamento dei laboratori di analisi e un altro giro di vite sulla spesa farmaceutica. Ma c’è anche un concorso da 400 posti e un riordino complessivo della rete di presidi su tutto il territorio che porterà a un calo dei ricoveri e dunque a una riduzione della spesa. Ecco il piano di rientro bis per la copertura del deficit: un provvedimento di 60 pagine che programma gli investimenti nella sanità fino al 2012, firmato dall’assessore Massimo Russo il 30 dicembre e pubblicato ieri in Gazzetta ufficiale. Evitato con successo il commissariamento (col piano che ha esaurito i suoi effetti nel 2010), il nuovo piano serve a completare le misure non portate a termine nella primo triennio e ad avviare la fase dello sviluppo della sanità. Per quanto riguarda l’Irpef e l’Irap, ridotte di qualche decimale a dicembre, il piano prevede attualmente di mantenere le stesse aliquote anche per i prossimi due anni: l’incasso previsto è di 327 milioni sia per il 2011 che per il 2012. «Ma è una previsione prudenziale - ha spiegato Lucia Borsellino, dirigente dell’assessorato e autrice del piano - perchè è previsto che man mano che i dati di bilancio miglioreranno si potranno ridurre le aliquote fino alla cancellazione delle maggiorazioni introdotte nel 2006 a copertura del buco». La nuova manovra sui laboratori di analisi è prevista invece entro il prossimo giugno e punta a incentivare l’accorpamento delle strutture che svolgono meno di 200 mila prestazioni annue. Già nel 2010 è stata avviata un’operazione di accorpamento che aveva fissato il paletto per la fusione a 100 mila prestazioni (chi era sotto doveva fondersi con altri): «Ci stiamo adeguando ai nuovi parametri nazionali» ha spiegato la Borsellino. È prevista così una riduzione del numero dei laboratori pari al 20%. Mentre per le cliniche private non sono previsti tagli ma entro la fine dell’anno verrà varato un nuovo decreto che fissa nuovi requisiti per ottenere l’accreditamento. Il concorso da 400 posti è previsto per la selezione di operatori socio-sanitari che lavoreranno soprattutto nella nuova rete dell’emergenza. A questo scopo Russo sta già facendo seguire al personale rimasto in esubero dal 118 un corso di riqualificazione: saranno loro in pole position per coprire i nuovi posti nel bando che verrà emanato entro fine anno. La riorganizzazione del 118 verrà completata con la riduzione delle ambulanze (da 256 a 251) e con un nuovo impiego del personale che permetterà di aumentare il numero di ambulanze con medico a bordo (altre 13 nel 2011). La Seus offrirà anche nuovi servizi (trasporto intra ed extraospedaliero per le Asp e trasporto di emodializzati) nel quale impiegherà parte del personale e dal quale ricaverà dai 5 ai 6 milioni all’anno. Il costo della Seus sarà stabile sui 177 milioni (il servizio costava 160 nel 2009). Per il personale del 118 si spenderanno quest’anno 99 milioni e l’anno prossimo 112. La filosofia del nuovo piano è quella di ridurre al minimo essenziale i ricoveri ospedalieri e la spesa in questo settore. Il 2011 sarà dunque l’anno in cui verrà definita la mappa delle strutture alternative che assicureranno - è il piano di Russo - interventi capillari su tutto il territorio prima di arrivare in ospedale. Oltre che sulla rete dei punti nascita (decreto entro marzo) si punta molto sui Pta (poliambulatori che saranno più attrezzati di semplici pronto soccorso e costituiranno il punto di riferimento in ogni territorio): ai 19 già creati se ne aggiungeranno 10 nel 2011 e 18 nel 2012. Verrà completato il taglio dei posti letto e la riduzione dei reparti: misure che erano state avviate nel 2010. Sul fronte dei tagli, il sacrificio maggiore verrà chiesto ai farmacisti. Il piano bis prevede una ulteriore contrazione della spesa in questo settore pari a 39,8 milioni quest’anno e 52 nel 2012. Il tutto con un ricorso sempre più esclusivo ai farmaci equivalenti (uguale principio attivo ma non etichettati dalle grandi case) e a una riduzione dei consumi pro capite.

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