Anno giudiziario, allarme da Palermo: gravi attacchi ai magistrati

L'intervento del presidente della Corte d'appello, Vincenzo Oliveri: "Non agli insulti ma testimoniamo il nostro impegno sulla giustizia

PALERMO. "Nell'ultimo anno c'é stato un crescendo di insulti e di gravissimi attacchi all'indipendente esercizio della funzione giudiziaria, ampliati da inusitato clamore mediatico": comincia il suo discorso di apertura della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario citando gli attacchi alla magistratura, il presidente della corte d'appello di Palermo Vincenzo Oliveri.
"E' stato preannunciato un progetto di riforma costituzionale ben definito - prosegue - il cui risultato, se dovesse avere successo, avrebbe l'effetto di frantumare i principi del costituzionalismo moderno, come la separazione dei poteri, l'eguaglianza dinanzi alla legge e il primato delle libertà fondamentali, a cui presidio sono posti gli organi di garanzia, tra i quali la Corte Costituzionale e la Magistratura". "Noi - prosegue nell'introduzione della relazione sullo stato della giustizia nel Distretto giudiziario di Palermo - accusati da anni di usare a fini di lotta politica le prerogative connesse alla funzione di magistrati, la supercasta, indicati come ceto privilegiato, irresponsabile, incapace di porre rimedio allo sfascio organizzativo, siamo qui oggi non per rispondere a questi insulti perché servirebbe soltanto a dare loro risonanza". "Al contrario, noi siamo qui oggi per testimoniare il nostro impegno - conclude - ad offrire un servizio giustizia degno di questo nome".

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