Legge elettorale in Sicilia, cosa prevede la riforma

PALERMO. Fra le principali novità contenute nella riforma delle legge elettorale per comuni e province, approvata in commissione, vi è la scheda unica con doppio voto confermativo per consiglieri e sindaco (o presidente di provincia).
Si elimina, dunque, l'attuale meccanismo che, in assenza di esplicita preferenza, trascina il voto del consigliere al candidato sindaco collegato. Per quel che riguarda la sfiducia per sindaco (o presidente) e consiglio, si reintroduce lo strumento del referendum che può essere richiesto da un numero di elettori pari ad un terzo dei voti validi espressi alle ultime elezioni, al primo turno. Il referendum può essere richiesto una sola volta nell'arco del mandato, non prima dei due anni dall'inizio dello stesso e neppure negli ultimi sei mesi.
Il ddl approvato dalla commissione mantiene l'attuale preferenza singola per l'elezione dei consiglieri. Per quel che riguarda il tema della rappresentanza delle donne, si prevede l'obbligo di una riserva di genere nelle liste elettorali pari ad almeno un quarto dei candidati, e l'introduzione del principio di rappresentanza di genere nelle giunte, che dovranno dunque prevedere una presenza femminile. Le giunte, inoltre, potranno essere composte per la metà da consiglieri, senza che questi abbiano l'obbligo di dimettersi. Nei comuni con popolazione inferiore a 3000 abitanti il rapporto fra consiglieri di maggioranza e di opposizione passa ad "8 a 4" (oggi è "7 a 5"), mentre per l'attribuzione dei collegi provinciali si introduce il metodo d'hondt. Dopo il via libera della commissione Affari istituzionali, tocca adesso alla conferenza dei capigruppo decidere quando il ddl dovrà essere esaminato dall'aula.

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