Carriglio: non mi dimetto, ma lascio le regie

Il direttore del Teatro Biondo di Palermo: “La politica non c’entra. Ma è più urgente dedicarsi all’amministrazione”

PALERMO. Non si dimette, sia chiaro. E sottolinea che al Biondo, “la politica non c’entra”. Pietro Carriglio è pronto alla battaglia e, a chi chiede a gran voce la sua testa, risponde salendo sulla poltrona dell’amministrazione: da questo momento la sua attività principale sarà la guida dello Stabile, anche a scapito dell’amata regia. Un successore? Non è il momento “ e in ogni caso deve partire dal riconoscere quello che io ho fatto per questa città, deve consolida e non disperdere”. Cancella di suo pugno – “abbiamo la facoltà di cambiare il cartellone, ma a chi non piacciono  le nostre scelte, siamo pronti a rimborsare la quota”.
Insomma, Carriglio non ci sta al ruolo di chi ha affossato il Biondo, lui che lo Stabile l’ha creato nel 1985. Rimboccarsi le maniche e lavorare, rinunciando (momentaneamente) al suo essere artista, al disegno delle scene, alla guida degli attori. E interrompendo la fortunata catena che negli ultimi anni ha dato alla luce gli unici spettacoli con cui il Biondo ha “guadagnato”, come la Locandiera che di fatto si è ripagata la tournèè.
Sul Giornale di Sicilia l’intervista completa si Simonetta Trovato.

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