Rifiuti, impresa vicino ai Lo Piccolo pulisce i cassonetti di Palermo

Emerge dalla relazione della commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. "Non può essere considerato un elemento privo di qualsiasi significato"

PALERMO. A lavare i cassonetti dell'immondizia a Palermo, dove il servizio di raccolta è gestito dall'Amia Spa, era un'impresa legata dai boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo. E' quanto emerge dalla relazione della commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, presentata a Palermo dal presidente Gaetano Pecorella.    
Per la commissione la presenza dell'impresa riconducibile ai Lo Piccolo "non può di certo essere considerato un elemento privo di qualsiasi significato". "Sarebbe auspicabile - si legge nella relazione - che venisse accertato secondo quali criteri è stata scelta questa impresa, come è stato reso il servizio, da quanto tempo vi è stato l'affidamento".    
La commissione mette in evidenza anche le assunzioni, fatte "al di fuori di procedure pubblicistiche", dalle società collegate all'Amia, ex municipalizzata. "Tra le persone assunte, ed è questa la nota dolente che potrebbe rappresentare la spia di ben altro tipo di assunzioni - scrive la commissione nella relazione - vi sono persone attenzionate dalle forze dell'ordine, pregiudicati che, se è vero che provengono dalle cooperative sociali create proprio per il reinserimento degli ex detenuti, è anche vero che in molti casi non svolgono di fatto alcuna attività lavorativa in seno alla società, e nei confronti dei quali avrebbero dovuto essere teoricamente presi provvedimenti da parte dei vertici della società stessa".    
La commissione rileva che "questo problema è stato evidenziato anche dal sindaco di Palermo Diego Cammarata nel corso dell'audizione". Cammarata ha dichiarato che "all'interno di questa società molti dei dipendenti provengono dalle coop sociali, di ex detenuti, di persone a cui occorre insegnare il proprio lavoro, trasmettere il senso di appartenenza, il senso civico". "Da quando abbiamo fatto la stabilizzazione - prosegue il sindaco - abbiamo cercato di mettere in piedi un sistema di controllo, che però per certi versi fa un po' acqua. Molto spesso capita che questa gente minacci i propri controllori. Tutto ciò a me non risulta ufficialmente, perché se così fosse o li licenzieremmo o li denunceremmo. Si tratta pur sempre di situazioni ambientali". 

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