Da Riina a Messina Denaro, così cambia Cosa nostra

I legami tra politica, finanza e istituzioni nel volume della sociologa Chiara Dino sui "nuovi padrini"

PALERMO. I nuovi legami tra politica, finanza e istituzioni; la necessità di trovare una diversa e più articolata definizione di "mafia"; i cambiamenti nella leadership di Cosa Nostra. Sono queste, in sintesi, le tracce che ispirano il nuovo libro della sociologa palermitana Alessandra Dino ("Gli ultimi padrini. Indagine sul governo di Cosa Nostra", Editori Laterza, pp. 345, 19 euro).
Proprio partendo dall'analisi degli stili di comando degli "ultimi boss", a cominciare dal superlatitante Matteo Messina Denaro, indicato come il nuovo capo di Cosa Nostra, la studiosa spiega come le attività criminali e illegali abbiano acquistato nuove e più ampie dimensioni, mimetizzandosi nel "corpo legale" della società, tra i professionisti e i colletti bianchi, cogliendo al volo nuove opportunità di alleanza con il mondo della politica e dell'economia.
"Pezzi di classe dirigente e produttiva - scrive Alessandra Dino - hanno scelto di far proprio il 'metodo mafioso' per difendere forti interessi economici, per conservare privilegi, per incrementare l'accumulo del capitale, anche a costo di divenire complici o conniventi dell'abuso e della violenza, o anche solo di assumere un atteggiamento di apparente neutralità di fronte alla prevaricazione delle leggi e dei diritti". Negli ultimi anni, spiega la studiosa, sono mutati i metodi e l'identità stessa dell'organizzazione mafiosa, in coincidenza con il mutare degli uomini che stavano ai suoi vertici. Oggi la mafia non spara e non uccide, ma persegue comunque i suoi piani di accumulazione finanziaria. Ha mutato pelle e diventa sempre meno distinguibile da altri legittimi operatori del mercato. E' per questo che cerca una nuova leadership, un nuovo capo carismatico.
Alessandra Dino passa in rassegna le storie e le cronache degli ultimi trent'anni, mettendo a fuoco le figure di Riina e Provenzano, la loro alleanza strategica, i loro scontri, il loro diverso modo di guidare l'organizzazione mafiosa. Di entrambi, mette in evidenza i rapporti con la politica, le istituzioni e l'economia. E poi descrive un possibile futuro di Cosa Nostra affidato nelle mani di Matteo Messina Denaro, di cui ricostruisce la carriera criminale, le relazioni altolocate e le più insospettabili debolezze umane. Un libro documentato e pignolo, che sembra un romanzo ma che riesce ad accostare il rigore della ricerca scientifica alla passione per la narrazione, fornendo al lettore ampi spunti di riflessione sul modo in cui viene costruito, mantenuto e riprodotto il potere nel nostro Paese.

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