Al Barbera emozioni senza fine

Dopo sedici anni il Palermo torna ad alti livelli in Coppa Italia. Battuto il Parma 5-4 ai calci di rigore. Decisivo il giovanissimo Jara Martinez

PALERMO. Emozioni, battaglia, supplementari e anche rigori. Non è mancato davvero nulla a questa serata di Coppa Italia nel confronto ai quarti tra Palermo e Parma. E alla fine per i tifosi rosanero è arrivato il lieto fine più bello. Una vittoria per 5-4 ai rigori. Dopo quel 30 agosto del 1995, un altro match col Parma in Coppa Italia passa alla storia. Gli uomini di Rossi stasera l’hanno voluta di più, se la sono sudata e  meritata anche se questa sera la porta di Pavarini sembrava stregata. Per certi versi, però, quando va così il gusto è maggiore, anzi immenso. Il rigore del giovane Jara Martinez ha fatto esplodere i 15 mila del Barbera. In gare così gli aggettivi si sprecano e allora ci permettiamo di giudicare commoventi le prestazioni di Bovo e Migliaccio. Ma anche gli altri hanno dato l’anima.
Il Palermo ha macinato gioco fin da subito, sfruttando gli spazi concessi dal Parma. In buona vena in particolare Pastore che al 19’ confeziona la migliora azione dei primi venti minuti, imbeccando in area Ilicic, che di destro spara sul primo palo, dove Pavarini non si fa trovare impreparato. La gara si mostra subito frizzante. Le squadre non si nascondono. Ma l’occasione più clamorosa arriva al 27’, quando Miccoli si ritrova da solo davanti all’estremo difensore ducale. Sul più bello, però, il capitano perde stranamente tutta la sua freddezza, probabilmente ancora sorpreso dall’errore della difesa avversaria che ha completamente sbagliato i tempi del fuorigioco. In questa fase sono i rosa ad avere in mano la partita. I rosa, però, cedono il passo agli ospiti nell’ultimo quarto d’ora. E al 43’ sono anche graziati, perché Bojinov crea il corridoio perfetto per Palladino che, però, di sinistro davanti a Sirigu spara alto. È l’ultima emozione di un primo tempo che si chiude 0-0 e che nel corso dei minuti si è andato spegnendo, dopo un avvio più effervescente. Un primo tempo in cui la grossa pecca del Palermo è stata quella di volere entrare vcon tutto il pallone dentro la porta avversaria.
La seconda frazione di gioco si apre con le squadre che rispondono colpo su colpo. È Bojinov al 57’ bad avere la palla del vantaggio, ma spara a lato. Ma ancora più clamorosa è l’occasione che capita a Ilicic al 59’. Lo sloveno si libera da solo davanti a Pavarini, potrebbe semplicemente appoggiare sul palo più lontano, ma spara alto. Questo Ilicic è lontano parente del giocatore spietato sotto porta di inizio campionato. Al 71’ è il momento di Jara Martinez che entra al posto di Miccoli. È un momento in cui già sembrano saltati gli schemi di entrambe le squadre. La gara torna a essere divertente, ma i pericoli aumentano, specie dopo l’ingresso in campo di Giovinco. È ancora il Palermo, però, ad avere il match ball per due volte con Pastore nel giro di trenta secondi. Nella prima occasione scambia bene con Ilicic, ma viene ipnotizzato da Pavarini. Nella seconda, invece, fa tutto lui, si costruisce l’occasione ma calcia sull’esterno della rete. Ancora una volta i rosa trovano una porta stregata. La gara rimane concitata e i capovolgimenti di fronte sono continui, ma nessuna delle due squadre passa.
Supplementari. La lotta continua anche nei minuti di extra time, ma il risultato non si schioda. Rigori. Errori di Crespo e Valiani per i ducali. Di Cassani per i rosa. La trasformazione di Jara Martinez alla fine vale la semifinale. Il Palermo se la vedrà con la vincente dello scontro tra Sampdoria e Milan. Questa partita lascia il segno in una stagione e può nascondere mille significati. Per come è stata vinta, fa capire che potrebbe essere questa la competizione sulla quale i rosa possono credere di più. Un altro passo verso Roma è stato fatto.

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