Palermo, zone blu: per Amat più spese che incassi

L’azienda che gestisce il trasporto pubblico urbano nel capoluogo isolano riesce a recuperare poco più di un decimo di quanto potrebbe

PALERMO. Più oneri che onori, o meglio dire incassi, per l’Amat di Palermo alle prese con la gestione delle zone blu.
Con un totale di 17 mila stalli a pagamento a disposizione – che in realtà sono circa diecimila, tra quelli concessi gratuitamente, quelli occupati da gazebo commerciali e quelli riservati ai residenti muniti di pass – l’azienda che gestisce il trasporto pubblico urbano nel capoluogo isolano riesce a recuperare poco più di un decimo di quanto potrebbe.
Con calcolatrice alla mano, il conto è presto fatto: l’incasso complessivo derivante dai parcheggi è di 2 milioni e 884 mila euro, che al netto delle spese si riducono a 400 mila euro. E per fortuna non c’è la Tarsu da pagare perché, se così fosse, l’Amat ci rimetterebbe pure, andando sotto di 30 mila euro.
Intanto, mentre l’azienda propone di uniformare il prezzo della sosta in tutte le aree di Palermo (al momento divisa in tre fasce da 0,50, 0,75 e 1 euro) al rialzo, il presidente della commissione Bilancio del Comune, Sebastiano Drago, non ha certo parole dolci per l’operato dell’Amat: “I numeri indicano come l’evasione  del pagamento nelle zone blu è vicina al 70 per cento. Allora, o si infittiscono i controlli oppure si chiamano società specializzate mettendo al bando il servizio”.
Immediata la replica del presidente di Amat, Mario Bellavista, che puntualizza: “Nel 2010 abbiamo fatto cento denunce oer tagliandi contraffatti e 68 mila multe per mancata esposizione del gratta e parcheggia: 2 milioni e mezzo di euro che introita direttamente il Comune”.

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