Pennetta senza limiti: "Semifinali? Perchè no..."

Intervista all'azzurra che ha battuto oggi l'israeliana Peer in rimonta, qualificandosi al quarto turno dell'Australian Open

MELBOURNE. Sa di avere compiuto una bella impresa, Flavia Pennetta. Lo si legge dal suo sguardo rilassato, dalle sue risposte sicure, dal tono pacato della sua voce. Tranquillità australiana, relax Down Under.
La vittoria contro la Peer è di quelle che ti danno morale, tanto morale. L’israeliana aveva fatto male all’azzurra a New York, adesso Flavia gli ha reso pan per focaccia, forse anche con gli interessi. “Sono molto contenta per come ho giocato, ci mancherebbe – dice – non ho mollato mai. Lei è una giocatrice a cui devi fare il punto, in certe fasi del match quasi ero scoraggiata perché non sapevo bene cosa devo fare. Poi in certi momenti dell’incontro lei improvvisamente scendeva e io salivo, con delle fiammate, e questo mi ha dato fiducia”.

Quello che più ha impressionato sono stati i ritmi dell’incontro, davvero forsennati, e la concentrazione con cui la Pennetta ha affrontato tutte le fasi del match: “Io non ho regalato nulla – dice – è stata lei ad avere il braccino, con dei passaggi a vuoto. Ha servito per il match due volte, nel terzo poteva scappare via ma ha concesso molto e io ne ho approfittato. Resistenza fisica? Quella l’ho sempre avuta, ma non ho cambiato nulla nella mia preparazione fisica. Anzi, forse ho fatto qualcosa in meno, ma l’età va avanti e quindi impari anche a gestire meglio le forze”. Nonostante la gioia appena ottenuta, l’italiana mette questa vittoria un gradino sotto l’impresa contro la Zvonareva a New York nel 2009: “Senza dubbio oggi la metto tra i miei successi più belli – dice Flavia – ma quella è arrivata annullando sei match point e in un’altra atmosfera”.
Sugli ottavi di finale, la Pennetta non si sbilancia: “E’ bello che sia io sia Francesca (Schiavone ndr) siamo arrivati a questo punto, secondo me abbiamo la possibilità di fare meglio. Lei può benissimo giocarsela con la Kuztnetsova e io posso fare altrettanto con la mia avversaria. Chi preferisco? La Stosur, nonostante giochi in casa. La Kvitova è mancina, e a me le mancine danno un fastidio clamoroso, non ci posso fare niente! Se arriviamo in semifinale sia io che Francesca l'Italia impazzisce, vengono inviati in massa. Ma ci voglio provare”. Desiderio non esaudito: lunedì incrocerà la racchetta non con l'aussie ma con la ceca. Poco importa, ce la metterà comunque tutta. Come sempre.

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