Addio al fascino dei saldi, acquisti a rilento

L'euforia degli sconti si è esaurita in appena due settimane: dieci per cento in giù rispetto allo scorso anno, dicono i più ottimisti. In calo anche le segnalazioni alle associazioni di consumatori per illeciti da parte dei commercianti

PALERMO. Il fascino dei saldi non traina più il commercio. L'euforia si è esaurita in appena due settimane. E il segno meno è ricomparso sui libri contabili. Dieci per cento in giù rispetto allo scorso anno, dicono i più ottimisti. Sicuramente il rapporto tra investimento e incasso si è inabissato a tal punto che il pareggio dei conti è lontano.
La parabola dei saldi si è consumata come una cometa e sta rosicchiando l'ottimismo iniziale.
Ma non tutto è andato storto. Stando ai dati delle associazioni dei consumatori, quest'anno le segnalazioni di «tarocchi» o problemi al momento dell'acquisto sono leggermente diminuite rispetto alla precedente stagione.
Gli imprenditori hanno dimostrato di essere più onesti e i consumatori più attenti. In tutto sono meno di cento le osservazioni ai telefoni o alle e-mail di Adiconsum, Adoc e Federconsumatori. «Spesso - dice il presidente regionale di Federconsumatori, Lillo Vizzini - le lamentele riguardano il prodotto calzaturiero. Sono state rilevati prezzi scontati simili a quelli prima dei saldi. Ma ci sono stati casi  in cui i consumatori erano in torto, per esempio quando qualcuno si pente di un
acquisto, dove l'associazione è intervenuta chiarendo quali sono le regole».

Regole che sono state ampiamente pubblicizzate «e sono state recepite in pieno dalle famiglie - afferma il presidente regionale di Adiconsum, Benedetto Romano -. Oggi i consumatori sono molto più attenti. Riescono a fiutare l'affare e ad evitare i fondi di magazzino».
Segnalazioni anche all'Adoc. «Siamo dovuti intervenire più volte nei confronti dei commercianti - spiega Luigi Ciotta, presidente regionale -. Abbiamo rilevato difformità di prezzo in diversi negozi del centro e in viale Strasburgo, ma ci sono stati anche casi in cui, per insistenza delle commesse, sono stati fatti acquistare capi d'abbigliamento di taglie diverse da quelle richieste».
Tornando ai saldi, le associazione del commercio commentano le stime in calo nelle vendite. «Speravamo in una stagione in saldo lunga e costante - dice Giovanni Felice, presidente di Confesercenti -, ma tirando le somme ci siamo accorti che è stata breve e poco incisiva per sanare le perdite dell'inverno». «In quest'ultima settimana l'interesse verso i saldi è diminuito, e questo complica la vita dei commercianti, che proprio a gennaio devono pagare ai fornitori la merce invernale - dice Patrizia Di Dio, vicepresidente di Confcommercio -, ma la stagione finisce tra due mesi. Piccoli margini di miglioramento si potranno vedere già dal prossimo mese, quando nelle famiglie entreranno gli stipendi, e non appena le percentuali di sconto arriveranno tra il 50 e 70 per cento».

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