Oddo: “Appoggio a Lombardo? Una sfida”

La politica è servizio, strumento per risolvere i problemi di una società, ma se produce antipolitica, si trasforma in elemento di distorsione e si fa male. La premessa è d'obbligo per dire la mia sull'intervento dell'on. Romano, che da questo Giornale si è scagliato contro il Governo Lombardo, accusandolo di tutto e del suo contrario. Il 'marziano' Romano atterra in Sicilia scoprendo che c'è disoccupazione, la regione non cresce, le attività produttive annaspano e l'economia non gira. Tutta colpa di Lombardo e della maggioranza che sostiene l'esecutivo dei tecnici. Nessun accenno a ciò che è accaduto nel recente e meno recente passato che ha visto Romano e Cuffaro protagonisti. È innegabile, infatti, che Cuffaro ed il Pdl di Berlusconi hanno rappresentato l'essenza di quella politica parassitaria, clientelare ed assistenzialistica che ora provano a scaricare sugli altri. Di fronte ai problemi che la Sicilia supererà se avrà la forza di unire le sue risorse migliori, la risposta è quella della propaganda. Si chiede Romano quale possa essere l'impatto delle sue dichiarazioni? I siciliani sono interessati a risolvere i loro problemi o a definirne la genesi e la responsabilità politica? Infrastrutture, aumento della produzione, lavoro e ripresa economica, saranno rilanciate archiviando Lombardo e riproponendo gli amici di Romano? Non credo! Lo sanno lo stesso Romano e il suo Pid, che giocano al tanto peggio, tanto meglio, nel tentativo di perpetuare una classe dirigente che cambia etichetta ma non comportamenti ed azioni. Per altri versi, critico i miei amici del Pd protagonisti dei referendum farsa sul Governo Lombardo. C'è uno spasmodico interesse del centrodestra a fare fallire il progetto politico del PD. Come non rendersi conto che così si fa il gioco di Berlusconi e Cuffaro in Sicilia? Il Pd si è assunto l'onere di sostenere un governo formato da tecnici, persone di spessore professionale e morale. Il sostegno al governo dei tecnici non è retaggio di logiche di potere, ma una sfida. Una forza riformista, come il PD, non può far finta di niente rispetto al disastro creato dal centrodestra ed alla pesante crisi che vive l'Isola. Il tanto peggio tanto meglio di Romano non ci appartiene. Dobbiamo, pertanto, concentrarci sulla valenza del nostro apporto all'azione di governo e definire con le forze politiche che hanno deciso di sostenere il governo dei tecnici una strategia per uscire dalla crisi. Intravedo un solo percorso: quello di continuare con le riforme e smantellare il vecchio sistema di sperpero del denaro pubblico con privilegi e regalie. Alcune sono state definite, come quella sanitaria che dà fastidio a coloro che l'avevano trasformata in serbatoio di voti e di affari. Si poteva fare meglio? Forse, ma il deficit di un miliardo e 280 milioni di euro è stato azzerato e 21 milioni di euro ritorneranno ai cittadini costretti a pagare più IRPEF e IRAP. Altre riforme sono in attuazione, mi riferisco a quella su rifiuti e ATO. Il business dei termovalorizzatori è saltato e i colposi ritardi su impianti e discariche devono essere recuperati tenendo fuori le mafie. Dobbiamo garantire ai nostri giovani l'accesso al lavoro regolare, e duraturo. Il credito d'imposta per gli investimenti e per l'occupazione vanno in questa direzione. Occorre sostenere le attività produttive, rispettare gli impegni, bandire la politica dei soli annunci, costruire un'economia libera da condizionamenti mafiosi e non. Ci sono poteri forti e ricatti politici che determinano l'emarginazione della Sicilia, come dimostra la vicenda dei FAS. Un PD maturo, consapevole della sfida impegnativa, non può che lavorare in tal senso. I cittadini sono stufi e stanchi. Va riconquistata la loro fiducia agendo da vera classe dirigente. E tempo di scelte chiare e coraggiose.
*Vicepresidente dell’Ars, deputato del Pd
               

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