Palermo, sul teatro Biondo non cala il sipario

L’attività dello stabile del capoluogo isolano non subirà battute d’arresto. L’assemblea dei soci ha infatti approvato il bilancio di previsione per il 2011

PALERMO. Il sipario non chiude. L’attività teatrale non subirà battute d’arresto. Al Biondo torna il sereno, almeno per il momento. Ieri mattina l’assemblea dei soci ha approvato il bilancio di previsione per il 2011. Ed è notizia non da poco se si considera che quello del 2010 è stato varato appena un mese fa, praticamente a fine anno con tutte le preoccupazioni del caso. E probabilmente sono valse a qualcosa le ripetute grida d’allarme del presidente del cda e della fondazione Gianni Puglisi. L’approvazione del bilancio segna l’avvio di una nuova era. Perché è un bilancio che prevede tagli per circa un milione e 600 mila euro a fronte di introiti per circa 10 milioni, in linea questi ultimi, con quelli dello scorso anno. La scure si abbatte per buona parte sulle produzioni artistiche (un milione 200 mila euro) e la rimanente parte su straordinari, maschere (passano da 32 a 16, servizio garantito da una società esterna) e beneficia di un paio di pensionamenti.
All’assemblea dei soci hanno partecipato Marco Salerno, direttore generale del Turismo per conto della Regione, Giovanni Avanti per la Provincia, ente di cui è presidente, Giuseppe Genco per il Comune di cui è assessore alle Aziende partecipate e lo stesso Puglisi come presidente della fondazione. I soci hanno anche dato un indirizzo al teatro che prevede rigore e puntualità sulla strategia di sviluppo, ristrutturazione organizzativa puntando a realizzare il massimo delle economie non sulle spese di produzione ma sulla gestione ordinaria, cioè il personale. Una voce che si annuncia dolorosa e per la quale il maestro Pietro Carriglio, direttore artistico del teatro sarebbe pronto a parlarne con i sindacati. Soddisfatto Puglisi perché «finalmente sento un clima costruttivo e attento attorno al teatro». Mentre Carriglio spiega che a causa dei tagli «sono state annullate le tournèe, e i due spettacoli di produzione, "Il borghese gentiluomo" e "Il mercante di Venezia", saranno sostituiti con altri titoli di pari importanza». Contento il professore Domenico La Barbera, membro del cda in rappresentanza della Provincia «perché i soci hanno approvato interamente il nostro schema di bilancio». Un bilancio che consentirà al teatro una linea di credito con Monte dei Paschi, la banca tesoriera, per cinque dodicesimi delle entrate previste, circa 4 milioni e mezzo. E c’è l’impegno dei soci di inserire nei propri bilanci le relative poste per il Biondo: e quindi il Comune con 3,4 milioni, la Regione con 4,5 milioni e la Provincia con 810 mila euro mentre si spera che il ministero assegni il suo contributo di 730 mila euro. E se Puglisi adesso sembra anche disposto a cercare una transazione sui contributi che il Comune avrebbe dovuto versare per il 2008 e il 2009 (circa 3,4 milioni), il sindaco Diego Cammarata risponde sostenendo che «mai è stato destinato un solo euro in meno rispetto agli impegni assunti» per poi aggiungere che per i contributi relativi al 2009 «le somme per il Biondo erano state inserite nella manovra di bilancio ma quegli stessi consiglieri che alla fine del 2010 non hanno approvato l'assestamento - e cioè il centro sinistra insieme a Mpa e Italia dei valori - hanno, a suo tempo, bocciato la manovra impedendo che le risorse arrivassero al teatro». C’è spazio per nuove polemiche. Mentre Avanti registra «una convergenza e una condivisione di strategie che è di per sé motivo di un moderato ottimismo per il futuro di quella che è una tra le istituzioni culturali più importanti».

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