Dalla Sicilia Fini difende i magistrati italiani

"Il loro ruolo è di primo ordine - ha detto il leader di Fli in visita a Messina -, ma dimenticarlo sarebbe un torto al loro impegno e al loro sacrificio"

MESSINA. Quasi un controcanto a distanza a Berlusconi che anche oggi si scaglia contro la magistratura quello di Gianfranco Fini oggi a Messina, nel primo incontro tematico di FLi in vista del Congresso del movimento. Pur evitando di commentare direttamente il caso Ruby (definita "triste vicenda che coinvolge il premier"), il presidente di Montecitorio ha difeso il ruolo dei magistrati e sottolineato la necessità che chi ricopre cariche politiche mostri una "etica pubblica".
Fini, anche sui problemi dell'economia e del lavoro ha dato indicazioni assai diverse da quelle del governo, a partire da una critica ai tagli lineari di Tremonti e dalla richiesta di varare, pur nel rigore dei conti pubblici, degli investimenti.    
La visita di Fini ha avuto un carattere istituzionale nella sua visita al Tribunale di Messina, nonché all' Ospedale Piemonte e alla redazione della Gazzetta del Sud. In mezzo una parentesi politica, dedicata al primo dei cinque incontri tematici di Fli che porteranno al Congresso di fondazione del Movimento, a febbraio.     
Ma già al Tribunale Fini non ha nascosto il proprio pensiero, pur non citando né Berlusconi né la nuova inchiesta che lo coinvolge. "La credibilità della democrazia italiana - ha detto - è cresciuta grazie all'impegno dei magistrati, come dimostrano i colpi inferti al terrorismo e poi alla criminalità organizzata. All'interno del martirologio dei servitori dello Stato - ha aggiunto - il ruolo dei magistrati è di primo ordine, me dimenticarlo sarebbe un torto al loro impegno e al loro sacrificio". E sempre rimanendo sul tema Giustizia ha invitato a non considerare prioritaria "una riforma normativa" bensì "la concreta amministrazione della giustizia". E sì, ha poi detto nell'incontro pubblico di FLi, perché "le riforme a costo zero non risolvono i problemi o li aggravano". Un messaggio anche per il ministro Alfano.    
Concludendo poi l'affollata manifestazione di FLi al Teatro Vittorio Emanuele, Fini ha dato un'altra stoccata al premier: "deluderò chi si attende da me polemiche o invettive verso il presidente del Consiglio per le nuove e tristi vicende che lo vedono coinvolto. Oggi parleremo di altro". E poi, parlando degli ideali politici di FLi, Fini ha citato "l'etica pubblica, come condizione per ricoprire dignitosamente gli incarichi politici e statali".    
Ma anche l' "altro" di cui Fini ha parlato non è indolore visto che ha esposto un programma assai diverso da quello del governo Berlusconi-Tremonti. Sulla Fiat ha detto di "non essere meravigliato" per il prevalere dei "no" tra gli operai di Mirafiori, visto la durezza del lavoro alla catena di montaggio.
Ma di fronte al governo che si è tenuto fuori dalla trattativa, schierandosi implicitamente a fianco di Marchionne, il leader di Fli ha affermato la necessità di "superare la contrapposizione tra capitale e lavoro", nell'ottica di un ritorno ad un'economia non più basata sulla finanza, bensì "sulla produzione di ricchezza reale", in cui, appunto capitale e lavoro stanno dalla stessa parte.    
E nenache i tagli lineari di Tremonti vanno bene: è giusto il rigore di bilancio, ma occorrono anche "investimenti, altrimenti l'economia non regge e avremo pure una fuga di cervelli". Fini invita a scegliere, a indicare delle "priorità" su cui, appunto, mettere denaro pubblico, e suggerisce alcuni di questi settori: Giustizia, ricerca e innovazione, e infrastrutture. Poi, a Cagliari incontra i lavoratori del teatro Lirico, a cui porta la propria solidarietà, e qui perora anche la causa della cultura, come grande volano per il Paese, proprio mentre Tremonti aveva detto che "con Dante non si mangia". "E' il momento di capire - ha aggiunto - se la cultura è un optional oppure no: è il momento di scelte precise". Lui le ha già fatte le sccelte visto che considera la cultura "un biglietto da visita dell'Italia", senza contare le ricadute occupazionali.

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