Palermo, uomini di Micciché verso la giunta

Alberto Campagna resta presidente del consiglio comunale grazie ai voti di Forza del Sud. Le possibili new entry sono Gerlando Inzerillo, Aristide Tamajo e Michele Pergolizzi

PALERMO. Mozione di censura respinta. Alberto Campagna ancora presidente di Sala delle Lapidi. Ed effetti a catena che lasceranno il segno. Pdl diviso, centrosinistra lacerato. E soprattutto una nuova giunta all’orizzonte con l’ingresso - sino a poco tempo fa quasi impensabile - di Forza del Sud, il neo partito fondato da Gianfranco Miccichè. La lunga notte di Palazzo delle Aquile provoca dunque un terremoto nella politica cittadina. Dopo un dibattito dai toni accesi e il tentativo, poi rientrato, di far rinviare tutto, intorno alle due e mezza di notte arriva il voto, palese. La mozione di censura contro il presidente del Consiglio comunale Alberto Campagna, voluta fortemente da Davide Faraone, consigliere del Pd e uno dei protagonisti di questa battaglia politica, viene respinta con 17 voti contrari e 15 a favore. Ma a fare la differenza e a scatenare il terremoto sono i sei astenuti (che in questo caso si sommano ai voti contrari) e soprattutto i nomi dei partecipanti alla votazione e le uscite improvvise dall’Aula poco prima della votazione. Nunzio Moschetti, presidente della commissione Aziende Pdl e ritenuto vicinissimo al presidente dell’Ars Francesco Cascio esce dall’Aula assieme al collega di partito (e corrente) Giampiero Lombardo.
Moschetti è l’uomo finito sotto accusa dal sindaco Diego Cammarata che non sarebbe stato difeso da Campagna. Tra gli astenuti si contano ancora quelli degli altri consiglieri Pdl vicini a Cascio. Forza del Sud vota compatto contro la mozione di censura e sono voti che fanno la differenza. Il centrosinistra si esprime tutto a favore della mozione di censura malgrado alcuni esponenti del Pd avessero criticato poco prima l’iniziativa di Faraone. Alla fine Alberto Campagna resta in sella.
Anche se dall’opposizione si ritiene che un presidente che si salva per così pochi voti è «politicamente debole». Nel centrodestra si getta acqua sul fuoco della lacerazione con il gruppo dei consiglieri vicini a Cascio, anche se la spaccatura, al momento, è verticale. Mentre nessuno esclude il nuovo scenario, e il conseguente rimpasto di giunta con l’ingresso di Forza del Sud. Tanto da far circolare i nomi dei nuovi assessori che entrerebbero a far parte del governo della città. Eccoli: Gerlando Inzerillo, Aristide Tamajo e Michele Pergolizzi.
Faraone insiste: «Il voto di Sala delle Lapidi di ieri notte certifica che il presidente del consiglio comunale Campagna ormai non rappresenta più non solo l’intero consiglio, ma neppure la sua stessa maggioranza. I miei dubbi sul suo ruolo super partes, quindi, sono stati confermati e ora mi aspetto che faccia un passo indietro». E Campagna? Lui va oltre: «Sono soddisfatto. Ringrazio l’Aula per il risultato. Il voto lacera il Pdl? È un fatto di partito ma lo sapremo risolvere. D’altra parte il partito è stato per un periodo senza responsabili.Dateci il tempo di riprendere le fila e tutto sarà chiarito. Ed è ovvio che ora si aprono nuovi scenari. Anche una nuova giunta».

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