Mafia ed estorsioni, sei condanne a Palermo

Pene per mezzo secolo di reclusione al processo Perseo, nato da un blitz dei carabinieri che portò in carcere 99 tra boss e gregari di città e provincia. La pena più alta, 20 anni, al boss Benedetto Capizzi, 16 anni a Nino Spera

PALERMO. Sono stati condannati a circa mezzo secolo di reclusione sei dei nove imputati del processo alle cosche palermitane denominato Perseo. Il dibattimento è stato celebrato davanti ai giudici della quarta sezione del tribunale presieduta da Vittorio Alcamo. Gli imputati rispondevano a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione e favoreggiamento.
La pena più alta (20 anni) è stata inflitta al boss Benedetto Capizzi. A 16 anni è stato condannato Nino Spera, a 10 Vincenzo Di Maria e a 3 anni e 4 mesi Sergio Rosario Flamia. Quattro mesi ciascuno hanno avuto due imprenditori Rosario Carella e Vincenzo Rizzo che, negando di avere subito le estorsioni, secondo l'accusa avrebbero favorito Cosa nostra.
Assolti Benedetto Cappello, Giuseppe Marano e Giuseppe Di Giacomo. L'accusa è stata sostenuta dai pm Roberta Buzzolani e Marzia Sabella.
Il processo nasce da un maxi blitz dei carabinieri che portò in carcere 99 tra capimafia e gregari di Palermo e della provincia, decapitando i clan cittadini. Quello che si è concluso oggi è una delle sei tranches del procedimento che ha preso il via dall'inchiesta.

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