Mafia, chieste pene per 400 anni

Il processo nei confronti di 20 presunti esponenti delle cosche agrigentine. Tra gli imputati anche il consigliere comunale di Sciacca del Pd, Domenico Sandullo, accusato di favoreggiamento aggravato

PALERMO. Pene per quasi 400 anni di carcere sono state chieste dai pm della dda di Palermo Rita Fulantelli ed Emanuele Ravaglioli nei confronti di 20 presunti esponenti delle cosche agrigentine di Santa Margherita Belice, Montevago, Menfi, Sambuca di Sicilia, Sciacca, Burgio e Ribera. Il processo nasce dall'indagine dei carabinieri, del 2008, denominata Scacco Matto e si celebra davanti al tribunale di Sciacca.
Tra gli imputati anche il consigliere comunale di Sciacca del Pd, Domenico Sandullo, accusato di favoreggiamento aggravato: non avrebbe confermato agli inquirenti di avere subito un'estorsione. Gli imputati rispondono, a vario titolo, di mafia, estorsioni, traffico di droga, danneggiamenti e illecita gestione di appalti pubblici. La pena più alta (27 anni) è stata chiesta per il presunto capomafia di Burgio Giovanni Derelitto e per l'imprenditore Rosario Cascio. Per gli altri 18 imputati sono state sollecitate condanne che vanno dai 4 ai 24 anni.

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