Rossi, ancora il Chievo e qualche novità

Il tecnico del Palermo parla della sfida di Coppa Italia con la squadra di Pioli. Probabili i forfait di Miccoli e Pastore. E sui torti arbitrali: "Non c'è uniformità di giudizio"

PALERMO. Il Palermo a questa Coppa Italia ci tiene. Parola di Delio Rossi, intervenuto in conferenza stampa a Boccadifalco alla vigilia della sfida col Chievo che vale l’accesso ai quarti della coppa nazionale. Rossi deve fare i conti con qualche rebus di formazione, complici gli infortuni e gli impegni ravvicinati. «Noi onoreremo la competizione e metterò sempre la formazione più logica. Gli infortuni condizionano scelte e modulo? Certamente devo tenere conto di queste cose. La sfortuna ha voluto che nel reparto in cui eravamo in abbondanza, ovvero l’attacco, ora abbiamo carenze». Rossi, infatti, molto probabilmente si affiderà nuovamente a Maccarone al centro dell’attacco, facendo partire dalla panchina Miccoli. Difficile anche il recupero di Pastore. Al suo posto potrebbe giocare Kasami con Ilicic. «Pastore è reduce da un piccolo acciacco. Ora sta a me decidere se schierarlo o meno». Torna di nuovo il Chievo di Pioli come avversario, ma non sarà la stessa partita e il tecnico rosanero spiega il perché. «Ogni partita è diversa, soprattutto perché entrambe le compagini presenteranno interpreti diversi e perché sia Chievo penseranno al campionato». E proprio un altro degli interpreti diversi potrebbe essere il difensore Andelkovic, che potrebbe essere provato dall’allenatore di Rimini in vista della trasferta di campionato a Cagliari, dove mancherà Bovo squalificato, che proprio domani potrebbe fare da “guida” al difensore sloveno. Sempre a proposito di Chievo, invece, Rossi torna infine sul rigore negato a Pastore al Bentegodi dall’arbitro Peruzzo e sulle dichiarazioni di Zamparini che crede che alla sua squadra manchino sette punti per colpa di errori arbitrali. Senza giri di parole il pensiero di Rossi sui torti arbitrali. «Mancano sette punti al Palermo? Io Dico solo che non esiste uniformità di giudizio. Cioè se tu dai un rigore come lo hai dato a Bari, non esiste che non lo dai a Verona. Allora se va così vuol dire che c’è qualcosa che non quadra». Rossi, però, chiude anche l’argomento con una battuta delle sue. «Tra le cose positive di questa situazione – scherza Rossi - c’è il fatto che non abbiamo sbagliato il rigore. Abbiamo il 100% di infallibilità». 

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