Inchiesta sul personale a Catania, fra gli indagati Lombardo

Avvisi di garanzia a 39 assessori di nove diverse giunte comunali. L'accusa è di abuso d'ufficio per alcune promozioni effettuate fra 2002 e il 2004

CATANIA. Sei dirigenti comunali, 39 assessori di sette giunte del centrodestra dell'ex sindaco Umberto Scapagnini, attuale parlamentare nazionale del Pdl, e una, non più in carica, del senatore Raffaele Stancanelli.
Sono i 47 indagati per abuso d'ufficio nell'inchiesta avviata dalla Procura sulla gestione del personale al Comune di Catania, tra i quali figura anche l'attuale Governatore Raffale Lombardo, in relazione al periodo in cui rivestiva la carica di vice sindaco di Catania. Gli avvisi di chiusura indagini sono stati notificati ieri dalla guardia di finanza.
La prima delibera al centro del fascicolo aperto dal procuratore aggiunto Michelangelo Patané e dal sostituto Alessandra Chiavegatti, riguarda il cosiddetto 'piano del personale' per il triennio 2002-2004 che prevedeva procedure di progressione verticale riservate a 1.800 dipendenti dell'Ente. Secondo i magistrati mancavano le esigenze di funzionalità e la copertura finanziaria procurando un danno patrimoniale iniziale di 18 milioni di euro.
Per questo atto sono indagati l'allora sindaco Umberto Scapagnini, la sua giunta, della quale faceva parte come vice sindaco l'attuale presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, e Carmelo Reale, all'epoca dirigente del Personale, e l'allora Ragioniere generale, Vincenzo Castorina. Del fascicolo fanno parte anche una serie di delibere di altre giunte Scapagnini: l'assunzione di 12 operatori ambientali (nel 2007), l'assunzione di 288 lavoratori Asu (2004-2007) e 34 ex dipendenti Agrofil, Itel e Cogei (2005), l'aumento da 18 a 24 ore settimanali nel contratto a 200 lavoratori Puc (2006), il rinnovo del contratto a 196 precari (2007) e l'assunzione di 8 lavoratori Puc a tempo indeterminato part-time (2008).
La delibera al centro dell'inchiesta della Procura sul sindaco Stancanelli è quella firmata dalla sua ex giunta in carica tra il 2008 e il 2009 per la trasformazione da part-time a full-time (da 24 a 36 ore settimanali) del contratto di lavoro a 311 lavoratori stabilizzati. Con loro sono indagati anche il dirigente del Personale, Valerio Ferlito, e il Ragioniere generale, Giorgio Santonocito.

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