Pd Sicilia, bufera dopo il referendum

Il vento della protesta per l'allenza del partito con il presidente della Regione soffia più forte dopo la consultazione di Caltagirone. Il segretario Lupo: "Così non si può andare avanti"

CATANIA. La tormenta sul Pd siciliano provocata dall’alleanza alla Regione con Mpa e dai referendum «anti-Lombardo» non si placa. Anzi, soffia più forte dopo la consultazione di domenica a Caltagirone che era stata preceduta dal commissariamento dei vertici della sezione cittadina, disposto dal segretario regionale Giuseppe Lupo. Duemila 124 i partecipanti al voto nella «Terra della Ceramica», oltre il 97 per cento i contrari al sostegno del Pd al Governo isolano. Numeri in linea con quelli emersi l’8 dicembre e ancora domenica anche in provincia di Enna. Nei tre seggi a Caltagirone, peraltro, elettori accolti dai simboli di partito, malgrado la diffida di Lupo. Uno «schiaffo» che ieri ha fatto sbottare il capogruppo alla Regione, Antonello Cracolici, in un eloquente «così non si può andare avanti». Cracolici, quindi, ha parlato di tentativo «di delegittimare la classe dirigente del partito», minacciando «l’esistenza stessa del Pd in Sicilia». Una decisa presa di posizione che, secondo alcuni, potrebbe preludere all’espulsione dei «ribelli calatini», in testa l’ormai deposto segretario Gaetano Cardiel.



In sintonia con Lupo e Cracolici, più volte in polemica con i referendari, la deputata catanese all’Ars Concetta Raia ha comunque escluso l’allontanamento di Cardiel: «Ci mancherebbe solo che ne facciamo una vittima», esclama. Poi, ha spiegato: «Dal far finta di nulla all’espulsione, che mi auguro non arrivi mai anche perchè siamo già così pochi, ci sono tanti altri provvedimenti di mezzo. Ad esempio, quello di tenere un congresso straordinario a Caltagirone dove intanto i partecipanti al referendum sono per il 60 per cento iscritti al Pd e gli altri no. Che magari siano del centrodestra ?». Lo stesso presidente della Regione Raffaele Lombardo ha commentato: «Dopo avere strombazzato per due mesi questa iniziativa, hanno raccolto poco più di 2 mila elettori. Noi, in qualche banchetto improvvisato, abbiamo raccolto nella sola giornata di domenica mille 118 firme a favore del mio Governo (il Movimento ha reso noto che le sottoscrizioni sono proseguite ieri e hanno toccato quota 2 mila 400, n.d.r.)». Il leader di Mpa, inoltre, annuncia che «pure a Enna si terrà nelle prossime settimane una grande manifestazione per smascherare i metodi di Mirello Crisafulli (il senatore Pd, promotore della consultazione in quella provincia, n.d.r.) che hanno condannato quel territorio al fallimento».



In attesa di eventuale «congresso straordinario», intanto, il circolo Pd di Caltagirone resta affidato al segretario provinciale Luca Spataro che in una nota congiunta con Lupo ha rilanciato i sospetti «sul voto di elettori di Berlusconi» e rimarcato «come erano stati oltre 4 mila 700 i votanti del Pd alle ultime elezioni regionali e quindi risulta evidente che la maggioranza dei democratici calatini non ha preso parte». Silenzio su possibili, nuovi, provvedimenti contro Cardiel e gli altri: «Chi nel partito esprime posizioni minoritarie ha il diritto di farlo ma ha anche il dovere di rispettare le decisioni della maggioranza». Giovedì, però, è in programma un’assemblea nazionale del Pd: «Lupo — ha rivelato Concetta Raia — potrebbe affrontare la questione con lo stesso Pierluigi Bersani». Contro il segretario regionale, comunque, continuano a fioccare proteste. Bernardo Mattarella ha scritto in una nota: «Ora si abbia il coraggio di indire una consultazione regionale, come prevede lo statuto del partito. Sfuggire al giudizio dei cittadini dimostrerebbe che si tratta solo di un accordo di palazzo». Anche il senatore Enzo Bianco ha ribadito le critiche a Lupo.

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