Pd, a Caltagirone partito commissariato alla vigilia del referendum

La decisione presa dal segretario siciliano Giuseppe Lupo, rimuovendo di fatto la guida di Gaetano Cardiel. Al suo posto è stato designato il segretario provinciale di Catania, Luca Spataro

CALTAGIRONE. Può il Partito democratico continuare a sostenere il governo regionale di Raffaele Lombardo? E' questa la domanda che il circolo dei democratici di Caltagirone porrà ai propri elettori nel referendum indetto per oggi. Ma alla vigilia del voto, che ha carattere consultivo, il segretario siciliano del Pd, Giuseppe Lupo, ha commissariato la federazione della città che ha dato i natali a don Luigi Sturzo e che dal '92 elegge sindaci di centrosinistra, risultato non scontato in una Regione dominata dal centrodestra.   ''Il Pd ha le sue regole democratiche - ha spiegato il segretario - ed è mio dovere farle rispettare. Per questo ho dovuto commissariare la segreteria di Caltagirone che ha agito contro le decisioni degli organismi e della commissione di garanzia del Partito provinciale di Catania".    Quello di Caltagirone sarebbe il secondo referendum sul sostegno a Lombardo: l'8 dicembre il senatore Vladimiro Crisafulli ne indisse un altro a Enna e in cinque città della provincia, ottenendo un plebiscitario "no" all'appoggio al governatore eletto con una coalizione di centrodestra e ora sorretto da una maggioranza che oltre al Pd raggruppa Fli, Api e Movimento per l'autonomia, partito di cui è fondatore e leader.   


Le controversie dentro il Pd non sono nate oggi: il partito, che all'Assemblea siciliana conta 27 deputati, tre quarti dei quali favorevoli a restare nel governo, si interroga fin dal primo momento sull'opportunità di questa scelta, inizialmente elaborata e voluta dal capogruppo all'Ars, Antonello Cracolici, e dal senatore Beppe Lumia.    Lupo, invocando l'art. 44 dello Statuto, oggi ha scelto di affidare Caltagirone al segretario provinciale della federazione di Catania, Luca Spataro, che sostituirà il coordinatore del circolo Gaetano Cardiel, accusato di aver violato lo statuto e di non aver posticipato il referendum in attesa che sulla questione si pronunciasse il comitato dei garanti, davanti al quale pende un ricorso.    


Ma Cardiel non ci sta: "Domani (oggi, ndr) - dice - il referendum si farà comunque, dalle 8 alle 21", e definisce la decisione di Lupo "la bolla pontificia di un Pd strabico. Non pensavo che si sarebbe arrivato a tanto, anche se da qualche giorno sono comparsi manifesti, all'insaputa del circolo e del suo coordinatore, che invitano i cittadini a non votare. I manifesti, che recano il simbolo del Pd, sono stati realizzati da 'Associazione 360', che fa riferimento a Enrico Letta. E domani - conclude Cardiel - mi dicono che Lombardo ha in programma di fare un salto da queste parti".     Alcuni parlamentari del Pd, ma anche di altri partiti del centrosinistra, insorgono: da Enzo Bianco - che chiede l'intervento di Bersani - a Rita Borsellino a Giovanni Burtone é un coro contro la decisione di Lupo. E d'accordo sull' interpellare i cittadini si dice anche il senatore dell'Idv Giambrone, a cui il segretario regionale Pd risponde: "Attacchi Berlusconi, non noi"

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