Rincari , non si ferma la corsa della benzina

In alcune zone del Sud un litro di verde sfiora 1,5 euro al litro. Le proteste dei consumatori

ROMA. Continua a salire il prezzo della benzina. Un litro di verde in alcune zone del sud sfiora l’1,5 euro. Il barile di greggio è sceso sotto i 90 dollari, ma nonostante tutto gli aumenti non si arrestano. “C’è un governo complice delle stangate a danno delle famiglie e delle piccole e medie imprese”, dicono le associazioni dei consumatori come Adusbef e Federconsumatori.
Sulla crisi "si dica fino in fondo la verità e si prendano decisioni conseguenti per il rilancio dell'economia con riguardo a chi soffre maggiormente", dicono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti presidenti   rispettivamente di Federconsumatori e dell'Adusbef.   "Siamo di fronte a un Pil striminzito dopo il crollo di  oltre cinque punti del 2009, e tutti gli indicatori testimoniano  una situazione a dir poco allarmante: dal crollo del potere di  acquisto (-9,6% dal 2007 ad oggi), a quello dei consumi (-1,5%   nel 2008, -2,5% nel 2009 e del -2% nel 2010, per una caduta   complessiva del -6% negli ultimi 3 anni) che oltretutto persevera con quello che è avvenuto a Natale (-12 %)”.
Ma non è finita perché, aggiungono, ci saranno "ulteriori rincari che hanno già iniziato la loro corsa con il nuovo anno,  con ricadute che, secondo le stime dell'O.n.f. - Osservatorio   Nazionale Federconsumatori, ammonteranno a 1.016 Euro a famiglia nel 2011. E queste previsioni di aumenti cominciano ad essere addirittura sottostimate, alla luce dei nuovi dati che pervengono dalle tariffe autostradali, dalla benzina e dagli aumenti notevoli dei costi delle materie prime, non solo quelle   energetiche ed agroalimentari ma anche dei filati come lana e cotone”.   

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