Anziana uccisa in casa, gli autori risponderanno al tribunale di Dio

Il 23 dicembre apprendo dall’ufficio del sindaco una notizia dolorosa che mi sgomenta, una anziana signora, Rosaria Abate è stata uccisa durante una rapina. Ho visto gli occhi lucidi di Salvatore Nuciforo e con lui di tanti cittadini
all’unisono domandarsi: “Non c’è pace neppure in casa!”. Il primo giorno del nuovo anno, per il paese di Francavilla di Sicilia, allo spuntar del timido sole e di un’aria fredda, siamo accolti da una lieta notizia: “In trappola i 4 ladri che uccisero anziana”.
Sono questi, giorni della letizia, le famiglie radunate nel focolare domestico e scambiare gli auguri di serenità e di pace. Per i carabinieri della compagnia di Taormina e soprattutto della Stazione del nostro paese non c’è tempo di rimanere in famiglia ma trovare al più presto i responsabili della rapina. Gli uomini in divisa sono stati straordinari per la loro professionalità e ragguardevoli perché hanno centrato in pieno ed in poco tempo gli autori del crimine.
Il lavoro delle forze dell’ordine in simbiosi con la magistratura messinese ha trovato nell’immediato prove, fatti e circostanze da permettere i fermi dei presunti autori di rapina, omicidio e di lesioni.
Desidero soffermarmi su un altro aspetto della dolorosa vicenda. “la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta” (Gv 1,5). Nel prologo del vangelo di Giovanni, letto in questi giorni, l’evangelista ci offre una consolazione spirituale, soprattutto alle vittime e ai loro familiari. La luce del Salvatore che nasce per tutti noi, ma, in quei giovani, il loro libero arbitrio è stato quello di rimanere nelle tenebre, macchiandosi di un peccato gravissimo. Oltre alla giustizia umana, loro dovranno rispondere delle proprie azioni nefaste al Tribunale di Dio. A Dio, dovranno rispondere della luce di vita, spenta dal proprio peccato contro l’indifesa anziana Rosaria. Voi con questo gesto avete toccato e violentato la pace del santo Natale di tutte le famiglie del paese di Francavilla di Sicilia. Del denaro usurpato alle povere sorelle anziane, avete acquistato un cellulare, un giubbotto e una paio di scarpe di marca… tutto ciò distruggendo la dignità del vostro essere che ha prevaricato sul senso dell’avere. Cultura distruggente che non s’accorge il divario fra essere e avere, fra persone indifese e la vostra prepotenza.
I carabinieri della locale stazione comandata dall’aiutante Giuseppe Gangemi, guidati dal comandante di Compagnia Gianpaolo Greco, oggi ricevono il plauso solenne dei francavillesi. Rimane il dolore della famiglia Abate che vogliamo
ricolmarlo con la preghiera e la solidarietà che è stata sin dai primi giorni dimostrata dall’autorità civile e religiosa, affinché possa lenire la loro sofferenza.
Grazie, a questi risultati dell’autorità giudiziaria e delle forze dell’Arma e così pure della polizia locale ci sentiamo più protetti. Questo tragico episodio sia di sprono alle nuove generazioni di non fare uso della droga, peste del perbenismo che uccide tante vite, provocando dolore alle famiglie.
Don Giovanni Salvia

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