Un sogno chiamato Palermo

Miccoli, Migliaccio e Maccarone non concedono scampo alla Sampdoria, fermata per 3-0 al Barbera. Ottima la prestazione di Pastore, tornato ai suoi livelli

PALERMO. 9 maggio 2010, 6 gennaio 2011. Sono passati otto mesi da quel pareggio con la Sampdoria che regalò l’accesso ai preliminari di Champions ai blucerchiati. Oggi è stata tutta un’altra storia. Un 3-0 senza appello che fa iniziare nel migliore dei modi l’anno dei rosanero. Dopo la vittoria, sono stati tanti i regali nella calza della befana oggi per il Palermo. Quello che ha più valore simbolico è sicuramente il gol di Miccoli. Soprattutto per il capitano quel 9 maggio era stato un giorno da dimenticare per il grave infortunio al ginocchio che lo ha tenuto fuori cinque mesi. Il secondo è la rete di Maccarone. Troppo importante aver ritrovato la via della rete per la punta prelevata quest’estate dal Siena. Per Big Mac che aveva le valigie pronte fino a pochi giorni fa, questa rete può fare partire finalmente la sua avventura in rosanero. La befana e l’anno nuovo regalano anche il vecchio Pastore. Non è trascendentale la partita del Flaco. Ma l’assist a Miccoli i dribbling e il tocco di palla sono tornati quelli di una volta. Il risultato sono tre punti confezionati per il pubblico del Barbera, che vede una partita equilibrata nei primi minuti.
Poi il Palermo riesce a prendere in mano il pallino del gioco, senza, però, creare seri pericoli alla porta di Curci. L’unico a provarci con più convinzione con i tiri da fuori è il solito Ilicic, ma le giocate sono poco fluide e i rosa non riescono neanche ad aprire come vorrebbero il gioco sulle fasce perché Cassani e Balzaretti sono più preoccupati di tenere a bada le ali dei blucerchiati, Guberti e Mannini. Più passano i minuti, però, e più il panettone comincia a essere digerito. E alla prima occasione che mette i giocatori rosa davanti alla porta della Samp, il Palermo colpisce. È pregevole il triangolo tra Miccoli e Pastore, che mette il capitano a tu per tu con Curci che viene freddato dal Romario del Salento, che due minuti più tardi per poco non trova il raddoppio di sinistro dopo suggerimento di Balzaretti. Si chiude così un primo tempo che ha visto un Palermo in crescendo e che ha tenuto in mano il comando del gioco. Emblematico sotto questo punto di vista il dato finale sul possesso palla: venti minuti Palermo, dieci Sampdoria, che ha impensierito Sirigu in particolare sugli sviluppi di calci piazzati.
La seconda frazione comincia con gli uomini di Rossi che spingono subito sull’acceleratore e dopo appena quattro minuti, al 49’, arriva il raddoppio. Ancora una volta l’azione è da applausi. Combinazione sulla sinistra disegnata col compasso tra Miccoli e Balzaretti, col terzino sinistro che mette in mezzo e Migliaccio che arriva puntuale all’appuntamento con un gran tuffo e trafigge di testa per la seconda volta Curci. Tre minuti più tardi, invece, potrebbe cadere giù lo stadio se non fosse per l’estremo difensore blucerchiato che dice di no all’azione da film di fantascienza di Ilicic che sulla linea di fondo si inventa una veronica. Lo sloveno si ritrova, però, in una posizione troppo defilata e Curci stavolta salva i suoi. Di Carlo prova a reagire inserendo la terza punta Pozzi. Rossi risponde facendo uscire al 63’ Miccoli. Al suo posto Maccarone, non cambia nulla nell’assetto tattico dei rosa. Ed è proprio Big Mac al 78’ a chiudere i conti per il definitivo 3-0. L’ex attaccante del Siena aveva fino a qualche giorno fa era dato per partente. Dopo l’infortunio di Pinilla, tutto è cambiato e la sua permanenza sembra ormai certa. Ecco perché il suo gol era tra i più attesi e lo dimostrano gli abbracci con compagni e allenatore. Alla fine è il tre il numero che esce sulla ruota di Palermo. Tre gol fatti, tre punti portati a casa che lanciano il Palermo a 30 punti in classifica a un punto dal quinto posto occupato dalla Juve. Ora gli uomini di Rossi sono attesi dal doppio scontro col Chievo tra campionato e Coppa Italia, prima in trasferta, questa domenica, e poi al Barbera mercoledì prossimo. Dopo aver digerito oggi il panettone, ci sarà da mandare giù i pandori del presidente Campedelli.

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