Sostegno a Lombardo, malessere nel Pd

Genovese prende per la prima volta le distanze dal governo regionale e non esclude l’ipotesi di un referendum fra gli iscritti. E anche Lupo chiede maggiore collegialità e invita il governatore a "farsi garante dell'adeguata interlocuzione politica con gli alleati"

PALERMO. «Sì, c’è un malessere»: Francantonio Genovese, leader della corrente Innovazioni, prende per la prima volta le distanze dal governo Lombardo. E, l’uomo che più di tutti ha lavorato per l’accordo fra Pd e governatore, non esclude ora l’ipotesi di un referendum fra gli iscritti.
Sale la tensione all’interno della maggioranza. Per Genovese «coinvolgere la base del partito sulle decisioni future è più che mai necessario. Questo governo stenta e ha bisogno di rilanciarsi. Bisogna coinvolgere di più i parlamentari affinché questi aiutino i tecnici a far bene». Giù ieri Nino Papania, stessa corrente, aveva espresso i dubbi sul rapporto creatosi con Lombardo. E nei giorni scorsi Giovanni Barbagallo era arrivato a ipotizzare l’uscita dal partito.
Segnali che Genovese invita a non trascurare: «Ne ho parlato con Lombardo e lui ha assicurato la disponibilità ad alleggerire alcune posizioni». Ma il momento clou di questa tensione crescente sarà a fine mese, quando Lupo convocherà l’assemblea generale del partito. Lì l’area che si muove tra Crisafulli, Mattarella e Bianco lancerà la sfida del referendum. Per Genovese «non dobbiamo dare l’impressione di agire come dirigenti scollegati dal partito. Mi piacerebbe arrivare a una linea di condivisione ma se emergerà una linea di forte avversità a Lombardo bisognerà riflettere sulle mosse successive». Genovese non ha gradito i ritardi nella nomina dei dirigenti e l’altalenante sostegno dell’Udc: «I centristi devono dire se stanno dentro o fuori. E Lombardo deve chiarire se questo è un governo per resistere giorno dopo giorno o un’alleanza di prospettiva». E anche Lupo chiede maggiore collegialità e invita il governatore a «farsi garante dell’adeguata interlocuzione politica con gli alleati».
Intanto, domenica a Caltagirone andrà in scena il secondo referendum locale sul sostegno a Lombardo. Il primo esperimento, nell’Ennese a dicembre, ha avuto un esito plebiscitario a favore della rottura dell’alleanza.

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