Università di Palermo, Lagalla: dimezzato il deficit

Il rettore: stiamo risanando i conti, dal 2003 al 2008 l'ateneo ha prodotto bilanci in rosso per 203,8 milioni

PALERMO. "Siamo riusciti a evitare l'esercizio provvisorio approvando il bilancio 2011 e il conto previsionale 2011-2013. Abbiamo dimezzato il debito e messo i conti in ordine, avviato una programmazione che guarda al mantenimento delle funzioni essenziali, al miglioramento dei servizi agli studenti e dare impulso alla ricerca, nonostante il ridimensionamento dei trasferimenti ministeriali".
Lo ha detto in conferenza stampa il rettore di Palermo, Roberto Lagalla. Dal bilancio di previsione 2011 emerge un disavanzo di 26,4 milioni di euro, di questi 14,6 milioni derivano da esercizi finanziari precedenti. A questa cifra va sommato un ulteriore disavanzo di 4,5 milioni, per un totale di 31 milioni a dicembre 2012. Dal 2013 l'ateneo prevede il ritorno a un saldo contabile per 10 milioni di euro.
"Dal 2003 al 2008 - ha spiegato Lagalla - l'ateneo ha prodotto bilanci in costante deficit per 203,8 milioni. Se dal 2009 non fossero state adottate misure di riordino gestionale e di compressione della spesa il disavanzo nel triennio 2009-2011 sarebbe balzato a 110 milioni, contro gli attuali 26 milioni. E per effetto della contrazione delle risorse ministeriali per 20 milioni nel solo biennio 2009-2010 la situazione contabile si sarebbe sicuramente aggravata". Facendo il bilancio dell'attività svolta, Lagalla ha sottolineato che sono stati emanati bandi per 90 posti di ricercatore, ulteriori 62 saranno emanati nel 2011, è stato avviato il pensionamento per il personale docente (200) e amministrativo (110) e la stabilizzazione di 99 precari.

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