Sicilia, Editoriali

Romano: governo Lombardo frutto di trasformismi

«Un governo come è quello regionale, privo di una vera legittimazione popolare, frutto di alchimie varie e di beceri trasformismi non può rappresentare autorevolmente un'Isola come la Sicilia che attraversa un passaggio politico molto delicato e una fase emergenziale dal punto di vista economico e sociale. La sfiducia crescente che i siciliani nutrono nei confronti delle istituzioni può forse non riguardare un governo come è il Lombardo quater che ha letteralmente sovvertito la volontà popolare? E' così che vogliamo restituire credibilità e prestigio alla politica? E' in questo modo che si intende contrastare il diffuso sentimento dell'antipolitica che serpeggia in molte fasce della popolazione? Io credo che sia necessario un atteggiamento di responsabilità e di consapevolezza del difficile momento che stiamo attraversando: tutti gli indicatori economici presi in esame ci dicono che la Sicilia è in piena recessione economica, con livelli record per la disoccupazione giovanile e con sempre maggiori difficoltà per le imprese e per il mondo della produzione di beni e di servizi. Abbiamo più volte chiesto la costituzione di una task force sul lavoro, che potesse contare su tutte quelle risorse disponibili da destinare ai senzalavoro, consapevoli del fatto che ad una emergenza si risponda con misure emergenziali ma dobbiamo fare i conti con una folle insensibilità di questo governo regionale, impegnato solo a trovare equilibri politici che lo sorreggano, costretto ad un esercizio provvisorio che mortifica qualsiasi pianificazione e che rivela l'assenza di una strategia complessiva di sviluppo. La realtà è che si naviga a vista, aspettando che la situazione si risolva, come per incanto, da sola. Il Presidente della Regione Lombardo, sempre più distante dalla realtà vera dei siciliani, uomini e donne di buona volontà e dalle loro legittime speranze, appare sempre più come quel venditore di auto che, dopo avere offerto la stessa vettura a quattro diversi acquirenti, ora non può che scappare o far salire tutti e quattro a bordo. C'è qualcuno che oggi in Sicilia si fida di un governatore qual è Raffaele Lombardo? Oggi é il tempo del coraggio delle scelte e un governatore imbonitore non serve né alla Sicilia né ai siciliani: forse non tutti sanno che settori come l'agricoltura, l'industria e l'edilizia, pubblica e privata, insieme costituiscono appena il 20% del Pil della Sicilia e che il restante 80% della ricchezza in Sicilia dipende dal settore dei servizi, per lo più pubblici. Ebbene, cosa ha fatto Lombardo per l'economia della produzione? Registriamo giornalmente appelli e ultimatum che provengono dal mondo dell'agricoltura e dell'industria, e agli inviti a promuovere politiche di concertazione che provengono dai sindacati e dalle categorie produttive il governo regionale non risponde e continua a temporeggiare. La Sicilia figura al primo posto tra le regioni italiane per disoccupazione ufficiale e di certo non aiuta né l'incapacità politica e amministrativa di un governo regionale che almeno su questo non fa distinzioni perché è nemico allo stesso tempo sia delle piccole e medie imprese sia delle famiglie: le prime penalizzate da una burocrazia regionale che risponde solo a chi l'ha nominata e che è di ostacolo alla intrapresa economica e le seconde che ormai fungono da ammortizzatore sociale, in una terra che potrebbe anche tentare il riscatto se non avesse un governo che le mette il bastone fra le ruote".
*coordinatore nazionale
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