Regione, niente accordo per gli otto dirigenti generali mancanti

Lombardo non ha trovato l'intesa con gli alleati e ha dovuto registrare le fibrillazioni crescenti sulla linea politica da parte di Udc e Finiani

PALERMO. Un’altra seduta a vuoto. La giunta ha rinviato ancora una volta la nomina degli otto dirigenti generali mancanti. Lombardo non ha trovato l’accordo con gli alleati e ha dovuto anche registrare le fibrillazioni crescenti sulla linea politica da parte di Udc e finiani. L’area che fa capo a Francantonio Genovese è da giorni in pressing sul governatore per inserire nell’elenco dei nuovi dirigenti Nino Emanuele, capo di gabinetto dell’assessore Mario Centorrino. Questo nuovo tassello, unito ad altri nodi non ancora sciolti, ha fatto optare per un rinvio. L’Udc per il secondo giorno consecutivo ha attaccato Lombardo.


Dopo il mancato sostegno sull’esercizio provvisorio, Giampiero D’Alia ha criticato la scelta di assegnare 120 milioni alla formazione professionale: «Prendiamo atto con amarezza e delusione del fatto che il governo ha trovato ingenti risorse per un settore in parte frutto di logiche clientelari e trasversali. Non abbiamo mai creduto all’esistenza del cuffarismo ma, se c’è stato, esso continua a esistere e per noi è inaccettabile». L’Udc pressa per finanziare di nuovo il buono scuola destinato a circa 25 mila famiglie che scelgono istituti privati e paritari. E su questo terreno ha trovato la sponda dei finiani con Pippo Scalia: la misura fu inserita dall’allora assessore alla Cultura Fabio Granata. Ma il malessere dei centristi è di portata più ampia. Lo dimostra il fatto che la notizia dello sblocco dei fondi per il buono scuola relativi ai due anni appena trascorsi (ne leggete in altra parte dei giornale) non ha permesso di sciogliere il ghiaccio: «Quelli sono atti dovuti per superare ritardi del passato - ha detto Giovanni Ardizzone - noi chiediamo atti politici per il futuro». E D’Alia non ha nascosto di essere contrario a un governo «troppo spostato a sinistra».



E anche da sinistra Lombardo registra un malessere latente. Il segretario del Pd, Giuseppe Lupo, ha assegnato un 5+ al lavoro del governo: «Il nostro giudizio resta per il momento insufficiente, ma ci sono i presupposti perchè il bilancio diventi positivo». Tra le cose da realizzare entro gennaio, secondo Lupo, la riforma elettorale degli enti locali «con l'introduzione della doppia scheda per sindaco e consigliere e con la preferenza di genere». Il Pd invoca anche la riforma della formazione professionale, della burocrazia e delle Asi. Lupo non ha escluso che «se il governo dei tecnici non funziona» si possa passare all’ingresso di politici in giunta.

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