Napolitano: "Preoccupa il malessere dei giovani"

Nel suo discorso di fine anno il presidente della Repubblica rivolge il suo pensiero alle nuove generazioni: "Dedico a loro questo messaggio, perchè i problemi che essi sentono e si pongono per il futuro sono gli stessi che si pongono per il futuro dell'Italia"

ROMA. Giorgio Napolitano legge il suo discorso di fine anno: si tratta di un intervento di quindici cartelle, che si apre con una dedica ai giovani. Proprio i giovani sono il filo conduttore del discorso in cui Napolitano affronta i problemi del paese.


PREOCCUPAZIONE PER MALESSERE GIOVANI - "Non vi stupirete, credo, se dedico questo messaggio soprattutto ai più giovani tra noi, che vedono avvicinarsi il tempo delle scelte e cercano un'occupazione, cercano una strada. Dedico loro questo messaggio, perché i problemi che essi sentono e si pongono per il futuro sono gli stessi che si pongono per il futuro dell'Italia". Comincia così il discorso di fine anno del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato ribadisce la propria "preoccupazione" per "il malessere diffuso tra i giovani" e per il "distacco ormai allarmante tra la politica, tra le stesse istituzioni democratiche e la società, le forze sociali, in modo particolare le giovani generazioni".


GIOVANI NON CEDANO A VIOLENZA FUORVIANTE - Giorgio Napolitano si rivolge ai giovani: "A tutti rivolgo ancora la più netta messa in guardia contro ogni cedimento alla tentazione fuorviante e perdente del ricorso alla violenza". Nel suo messaggio di fine anno agli Italiani il capo dello Stato invita " ogni ragazza e ragazzo delle nostre Università a impegnarsi fino in fondo, a compiere ogni sforzo per massimizzare il valore della propria esperienza di studio, e li invito a rendersi protagonisti, con spirito critico e seria capacità propositiva, dell'indispensabile rinnovamento dell'istituzione Università e del suo concreto modo di funzionare".


ABNORME DEBITO NON RESTI SU SPALLE GIOVANI  - "Nelle condizioni dell'Europa - spiega Napolitano - e del mondo di oggi e di domani, non si danno certezze e nemmeno prospettive tranquillizzanti per le nuove generazioni se vacilla la nostra capacità individuale e collettiva di superare le prove che già ci incalzano. Tanto meno, ho detto, si può aspirare a certezze che siano garantite dallo Stato a prezzo del trascinarsi o dell'aggravarsi di un abnorme debito pubblico. Quel peso non possiamo lasciarlo sulle spalle delle generazioni future senza macchiarci di una vera e propria colpa storica e morale".


NON FACCIAMOCI PARALIZZARE DA ANSIA CRISI - "Siamo stati anche nel corso di quest'anno 2010 dominati dalle condizioni di persistente crisi e incertezza dell'economia e del tessuto sociale, e ormai da qualche tempo si è diffusa l'ansia del non poterci più aspettare - nella parte del mondo in cui viviamo - un ulteriore avanzamento e progresso di generazione in generazione come nel passato. Ma non possiamo farci paralizzare da quest'ansia : non potete farvene paralizzare voi giovani".


PER AFFRONTARE PROVE NON DOBBIAMO NASCONDERCI - "Abbiamo bisogno di non nasconderci nessuno dei problemi e delle dure prove da affrontare : proprio per poter suscitare un vasto moto di energie e di volontà, capace di mettere a frutto tradizioni, risorse e potenzialità di cui siamo ricchi. Quelle che abbiamo accumulato nella nostra storia di centocinquant'anni di Italia unita".


SPIRITO COESIONE E SALTO QUALITA' POLITICA - Nel suo discorso Napolitano ribadisce "l'esigenza di uno spirito di condivisione, da parte delle forze politiche e sociali, delle sfide che l'Italia è chiamata ad affrontare; e l'esigenza di un salto di qualità della politica, essendone in giuoco la dignità, la moralità, la capacità di offrire un riferimento e una guida".


GRATITUDINE E VICINANZA A NOSTRI MILITARI - Giorgio Napolitano rivolge parole di apprezzamento per i giovani militari che operano nelle aree di crisi: "Penso ai giovani che con grandissima consapevolezza e abnegazione fanno la loro parte nelle missioni militari in aree di crisi : alle famiglie di quelli tra loro che sono caduti - purtroppo ancora oggi - e di tutti gli altri che compiono il loro dovere esponendosi a ogni rischio, desidero rinnovare stasera la mia, la nostra gratitudine e vicinanza".


AGLI ITALIANI, LA POLITICA SIETE ANCHE VOI  - "Voi che mi ascoltate non siete semplici spettatori, perché la politica siete anche voi, in quanto potete animarla e rinnovarla con le vostre sollecitazioni e i vostri comportamenti, partendo dalle situazioni che concretamente vivete, dai problemi che vi premono".


NON RINUNCIARE A SPERANZA NUOVI TRAGUARDI - "Se il sogno di un continuo progredire nel benessere, ai ritmi e nei modi del passato, è per noi occidentali non più perseguibile, ciò non significa che si debba rinunciare al desiderio e alla speranza di nuovi e più degni traguardi da raggiungere nel mondo segnato dalla globalizzazione".


UE AGISCA UNITA PER SUPERARE ATTACCO A EURO - L'Europa deve essere in grado di "agire davvero come Unione". Lo dice il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo discorso di fine anno. L'Europa, sostiene il capo dello Stato, deve essere "Unione di Stati e di popoli, ricca della sua pluralità, e forte di istituzioni che sempre meglio le consentano di agire all'unisono, di integrarsi più decisamente". "Solo così - osserva - si potrà non solo superare l'attacco all'Euro e una insidiosa crisi finanziaria nell'Eurozona, ma aprire una nuova prospettiva di sviluppo dell'economia e dell'occupazione nel nostro continente, ed evitare il rischio della sua irrilevanza o marginalità in un mondo globale che cresca lontano da noi".


ITALIA 150: ANNIVERSARIO NON E' RITO RETORICO  - "Celebrare quell'anniversario, come abbiamo cominciato a fare e ancor più faremo nel 2011, non è un rito retorico. Non possiamo come Nazione pensare il futuro senza memoria e coscienza del passato. Ci serve, ci aiuta, ripercorrere nelle sue asprezze e contraddizioni il cammino che ci portò nel 1861 a diventare Stato nazionale unitario, ed egualmente il cammino che abbiamo successivamente battuto, anche fra tragedie sanguinose ed eventi altamente drammatici".

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