Fiat, l'orario corto per far lavorare tutti

In Germania più posti di lavoro grazie ad un accordo con la classe operaia. In Italia non accade e si parla di scarsa produttività

Problema. In Italia gli stabilimenti Fiat producono 650.000 auto con 22.080 dipendenti (media 29,4 auto per dipendente); tra Polonia e Brasile la stessa azienda produce 1.340.000 auto con 15.500 dipendenti (media 86,5 auto per dipendente). Dato che i posti di lavoro non possono essere creati o mantenuti per decreto, che nessun risarcimento può essere riscosso dai contribuenti italiani in cambio dei passati contributi statali alla casa automobilistica,
che – si vuol sperare – né in Polonia né in Brasile sarà permesso di trattare i lavoratori come schiavi, dove dite che convenga alla Fiat investire?

Spiace ammettere la facile soluzione al problema, ma forse la scarsa produttività nel nostro paese discende anche da passate garanzie – alcune giuste - che i sindacati hanno fatto ottenere ai lavoratori, garanzie cui ora è difficile rinunciare, pure in tempo di crisi economica e diminuite vendite di auto. Spiace anche constatare che in Italia no, ma in Germania si è avuto il coraggio tempo fa, con l’accordo dei lavoratori, di assumere l’orario corto per far lavorare tutti, rinunciare alla 13ma, ruotare tra i vari stabilimenti a seconda  delle esigenze di produzione. Ora sono alle prese con più ore di straordinario, ben accette.

Che le diatribe italiane poi (disponibilità a straordinari, giorni di malattia, durata delle pause) non valgano come quelle dei capponi che Renzo portò all’avvocato Azzeccagarbugli ne “I Promessi Sposi”: se sempre meno macchine dovessero vendersi, se aumenterà l’uso dei mezzi pubblici e il noleggio, non la proprietà, dell’auto, come si farà ad assicurare il lavoro e gli investimenti? Un bel problema per Marchionne.
Angelo Umana

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