Pecore sbranate, è giallo nel Catanese

Gli ovini, una ventina, trovate azzannate in un ovile nelle campagne di Santa Maria di Licodia. Si pensa a cani da combattimento liberati volontariamente in zona. Convocata una riunione in prefettura

PATERNÒ. L'uccisione di una ventina pecore, trovate azzannate in un ovile nelle campagne di Santa Maria di Licodia, in provincia di Catania, è stata al centro nel pomeriggio di ieri a Catania di un vertice in prefettura, convocato a scopo cautelativo, al quale hanno preso parte carabinieri e Guardia forestale. Sono anche state trovate impronte, che corrisponderebbero ad un animale del peso di circa 35 chili.
Gli investigatori escludono che ad uccidere gli ovini sia stato un grosso felino predatore abbandonato e propendono per dare la responsabilità dell'accaduto a un animale inselvatichito.
Durante la riunione è stato proposto di piazzare delle trappole ma l'ipotesi è stata scartata perché non è stata ancora identificata la specie dell'animale che ha aggredito le pecore. Il ritrovamento degli ovini uccisi è stato denunciato ai carabinieri, che hanno avviato indagini.
Stando alle impronte lasciate sul terreno, gli investigatori sono propensi ad attribuire la paternità della strage di ovini - 20 agnelli e due ovini adulti uccisi ed altri due adulti gravemente feriti - ad uno-due cani randagi oppure a cani da combattimento lasciati liberi in prossimità di allevamenti, per accrescere la propria aggressività.
Non si escludono, comunque, altre ipotesi.

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