Berlusconi: "Governerò fino al 2013"

Il premier sicuro: "Ho la certezza della maggioranza dei numeri alla Camera, per altri due anni e mezzo ci sarò io al comando". Accuse alla sinistra: "Magistratura politicizzata"

PERUGIA. Silvio Berlusconi è determinato ad andare avanti a capo del governo per "i prossimi due anni e mezzo", "sereno" perché ha "la certezza che la maggioranza ha aumentato i suoi numeri alla Camera". Ma non rinuncia a forti accenni polemici da campagna elettorale contro la sinistra e la "magistratura politicizzata", al punto da annunciare, il giorno della vigilia di Natale, "una riforma della giustizia" per mettere un freno alle "indebite ingerenze della magistratura su altri poteri dello Stato che costituiscono una vera emergenza democratica".    Il Natale regala ottimismo al presidente del Consiglio che, "superate le difficoltà " dopo il voto di fiducia a Camera e Senato, punta a governare fino al termine la legislatura, in modo da realizzare "quelle riforme indispensabili per il Paese" ed evitare così "una campagna elettorale che sarebbe dura e potrebbe attirare la speculazione finanziaria internazionale con danni per tutti".    Le festività, il Cavaliere, le trascorre a Milano, ma non va in vacanza. Anzi dà il via ad una campagna mediatica dai toni elettoralistici di tre giorni con interventi audio e video a ritmi serrati nonostante il 'silenzio' dei quotidiani: il 24 dicembre, a meno di 24 ore dalla conferenza stampa di fine anno, telefona a Mattino 5 in tv, poi nel pomeriggio affida un messaggio video via web ai 'Promotori della Liberta' ' ed, infine, oggi, chiama don Gelmini durante la riunione della Comunita' Incontro ad Amelia, in provincia di Perugia. Tre giorni nei quali il rilancio della legislatura e l'attacco alla magistratura sono i temi portanti dei suoi interventi.  


Come ormai è consuetudine, con il fondatore della comunità di recupero di tossicodipendenti già al centro di una inchiesta della magistratura, il Cavaliere si lascia andare ad uno sfogo: "Mi hanno accusato di tutto, dalla mafia alle stragi, alla corruzione - si lamenta - Non c'é nulla da cui io sia stato lasciato indenne da coloro che mi calunniano", spiega tutto di un fiano al telefono. Don Gelmini lo rincuora: "Tieni duro, tieni duro", gli dice. "Come tieni botta tu, tendo botta anch'io", risponde il premier.   Le parole e i toni del premier ad Amelia richiamano quelli della telefonata a Mattino 5 quando il dito viene puntato contro "le indebite ingerenze dell'ordine giudiziario". "Gran parte della magistratura e persino la Corte costituzionale - sostiene - emettono sentenze troppe volte orientate". Il Cavaliere cita Sandro Pertini secondo cui "la magistratura non deve solo essere imparziale, ma anche apparire imparziale".   In ogni caso Berlusconi invita a "vedere il bicchiere mezzo pieno": ai Promotori della Libertà cita dati della Commissione Europea e si dice pronto a scommettere che "entro il 2012 il ritmo di crescita dell'Italia tornerà ai livelli pre-crisi".


Per farlo però è necessario evitare il voto anticipato che "sarebbe un grave danno per il Paese": "Opereremo affinché questa eventualità non si realizzi - spiega - ma ove non riuscissimo ad avere quella maggioranza necessaria per le riforme, non ci sarà altra scelta che tornare dal popolo sovrano". Il Cavaliere è però certo di avere già i numeri necessari per governare. In ogni caso è anche disposto ad allargare la maggioranza ai centristi, magari con un loro appoggio esterno all'esecutivo: "Speriamo che Casini si ravveda", si lascia sfuggire, spiegando che "poteva sostituire i parlamentari di Fli con i suoi". Un accenno, in questi tre giorni di festività, lo rivolge anche a Futuro e Libertà e a Fini, anche se le parole non sembrano dettate dallo spirito natalizio: "Le sue dimissioni sono una valutazione che appartiene alla sua coscienza" ma c'é "una maggioranza che lo ha eletto che non si riconosce più in lui", comunque - profetizza - "quando non sarà più utile alle manovre della sinistra, il suo percorso non avrà più senso".

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