Università, la riforma è legge

Berlusconi: vantaggi per i giovani. Ma il dissenso non si placa. Gelmini: disposta a correggere il testo

ROMA. Il primo dono di Natale il ministro Gelmini quest'anno lo ha avuto in anticipo. Il Parlamento - che pure negli ultimi tre giorni ha più volte raggiunto un alto tasso di litigiosità - oggi le ha regalato una riforma, quella dell'università, che ha avuto una gestazione di due anni e mezzo e per la quale la titolare del dicastero di viale Trastevere si è spesa molto.
Il restyling degli atenei è passato con 161 voti a favore, 98 contro e 6 astensioni, ma prima del via libera si è rischiato un rigurgito di ostruzionismo: dopo le dichiarazioni di voto e a un passo dal voto finale, il capogruppo Pd Anna Finocchiaro, dopo nuove tensioni in aula, ha, infatti, annunciato che ogni senatore del suo gruppo avrebbe illustrato una proposta di coordinamento per ovviare alle incongruenze del testo.
Il ministro Gelmini, che dopo il via libera ha sobriamente festeggiato con il suo staff, non nasconde l'orgoglio per il successo. "Credo - ha detto - che oggi sia una bella giornata per il Paese e per l'università italiana perché viene archiviata definitivamente la cultura falsamente egualitaria del '68 e comincia una nuova stagione all'insegna della responsabilità, del merito, del 'no' agli sprechi, a parentopoli e ai vari casi di baronie". Soddisfattissimo pure il presidente Berlusconi che, dopo aver sottolineato come da questo provvedimento gli studenti avranno solo vantaggi, ha assicurato che la copertura finanziaria c'é. Un problema cruciale quello dei soldi tanto che oggi ha incassato un sì unanime dal Senato un ordine del giorno presentato dal Terzo polo in cui si conviene che i finanziamenti al sistema universitario italiano sono i più bassi, dopo la Slovacchia, fra i paesi Ocse.
Il presidente Napolitano, che ieri ha incontrato una delegazione di studenti, oggi dopo aver ribadito di volersi astenere "dall'esprimere qualsiasi opinione di merito su scelte legislative che appartengono alle responsabilità del governo e del Parlamento", si è detto disponibile a incontrare anche i rappresentanti del Cnsu "per un ascolto a 360 gradi". E di cose da dire gli studenti - che oggi hanno incassato i complimenti del ministro La Russa per i toni pacifici dei cortei di ieri e l'avvertimento dal ministro Maroni che "la violenza sarà contrastata con ogni mezzo" - ne hanno tante. Non intendono mollare la presa e promettono che la protesta continuerà "a oltranza", anche dopo l'approvazione della riforma. Intanto, al ministero già si sta lavorando perché la riforma non resti lettera morta. "Verrà attuata fin dal prossimo anno accademico" ha detto il ministro assicurando che entro i prossimi sei mesi tutti gli adempimenti e i decreti attuativi (una quarantina) saranno approvati. Insomma, appena arrivati si riparte con un'incognita: la strada ora sarà meno impervia di quella già percorsa?

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