Mafia, sequestro di beni da 25 milioni a Gela

Nel mirino della Dia un imprenditore considerato vicino alla famiglia degli Emmanuello. Sigilli ad aziende di calcestruzzi

PALERMO. Gli agenti della Dia di Caltanissetta sono impegnati nel sequestro dei beni riconducibili a un imprenditore gelese considerato dagli inquirenti vicino alla famiglia mafiosa degli Emmanuello.  Il valore dei beni sequestrati ammonta a 25 milioni di euro. Il provvedimento ha ad oggetto anche alcune aziende del settore della produzione di calcestruzzi.
La misura di prevenzione è scattata nei confronti di Sandro Missuto, di Gela, indiziato di appartenere al clan Emmanuello. Le imprese nel mirino sono due, entrambe operanti nel settore della produzione, trasporto e fornitura di calcestruzzo, demolizione di edifici e sistemazione dei terreni; sequestrati anche beni mobili e immobili, tutti a Gela, per un valore di circa 25 milioni.     
Dalle indagini della Dia è emerso che Missuto - già   arrestato nel luglio e nel dicembre del 2009 nelle operazioni "Cerberus" e "Compendium" - tramite le società sequestrate oggi riusciva ad aggiudicarsi numerosi sub appalti e contratti di nolo per conto di Cosa nostra gelese. E nell'interesse del sodalizio mafioso riscuoteva il pizzo dalle ditte appaltatrici e curava la loro "messa a posto". Le società sequestrate sono le srl Icam e Igm. Sigilli anche a un fabbricato di cinque piani, due appartamenti, tre terreni per complessivi quattro ettari, tre conti bancari, tre automobili e una motocicletta.  

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