Crisi Pastore: se il problema fosse nel modulo?

La flessione dell'argentino è evidente, ma le colpe non sono solo sue. El Flaco fatica a sentirsi una pedina di un unico scacchiere ma a ventidue anni è possibile vedere le cose da una prospettiva sbagliata

PALERMO. Spruzzata di veleno in coda. L’ultima giornata dell’anno ha certificato che l’unico collante che unisce Maurizio Zamparini e Delio Rossi sono i risultati. Più che un progetto a lunga gittata si tratta di un rapporto «giornaliero», segnato da profondi sbalzi di umore, di lodi sperticate e di feroci critiche. Un gioco delle parti di vecchia data e qualcuno potrebbe dire: dove sta la novità? Non è sempre stato così al Palermo? Con Guidolin, Del Neri e Ballardini? Il presidente è stato indulgente soltanto con Papadopulo e Zenga, che non hanno ottenuto risultati straordinari.



Il Palermo chiude l’anno solare con 27 punti in diciassette partite, uno in più rispetto allo scorso campionato. Una media di 1,58 punti. Una media però ben più bassa di quella ottenuta da Delio Rossi nello scorso campionato, quando - subentrato a Zenga alla 14° giornata - ottenne 48 punti in venticinque gare con la media di 1,92. Di questo passo dunque, la zona Champions potrebbe restare lontana. Tuttavia va ricordato che le squadre del tecnico romagnolo hanno sempre fatto meglio nel girone di ritorno. Clamorosa la rimonta Champions della Lazio ai danni del Palermo nel 2006-2007. È accaduto anche nello scorso campionato.



La flessione di Javier Pastore nelle ultime tre settimane (due sconfitte e una vittoria senza l’attaccante in campo) è evidente, ma continuamo ad essere convinti che le colpe non sono tutte dell’argentino. El Flaco fatica a sentirsi una pedina di un unico scacchiere ma a ventidue anni è possibile vedere le cose da una prospettiva sbagliata. Le sue prestazioni a tutto campo non producono nulla quando il Palermo affronta una difesa schierata e siamo sempre stati dell’avviso che Pastore può essere davastante soltanto negli ultimi trenta metri. Da realizzatore ma anche da rifinitore. Il fatto che Pastore giochi spesso lontano dall’area avversaria è uno dei motivi per cui il Palermo non ha avuto assegnato un solo rigore a favore.



La partita di Bari ha confermato anche che contro certi avversari un attaccante di peso è fondamentale. I limiti del modulo «4-3-fantasia» sono apparsi evidenti, come era accaduto nel primo tempo col Parma. Dunque alla ripresa del campionato - quando Pinilla avrà smaltito i problemi al piede che l’hanno fermato la scorsa settimana - si riproporrà lo stesso problema. Con l’aggiunta che ci sarà anche Hernandez, il cui recupero dalla distrazione muscolare è stato meticoloso proprio per evitare ricadute.

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