Economia, l’anno nero della Sicilia

Speso solo il sei per cento degli otto miliardi e mezzo messi a disposizione dall’Ue. Chiuse 3.500 imprese artigiani. Occupazione a picco

PALERMO. Solo il sei per cento degli otto miliardi e mezzo messi a disposizione dall’Unione europea sono stati spesi. È questo uno dei dati che emerge dall’inchiesta pubblicata dal Giornale di Sicilia in edicola oggi e che fa una fotografia della situazione economica che vive l’Isola in questo momento.
Numeri pesanti, quelli messi in evidenza, dai quali emerge anche la chiusura di quasi 3.500 imprese artigiane siciliane nel primo semestre di quest’anno, e il calo dell8,4 per cento del tasso di occupazione nelle industrie. Mentre nel mondo delle costruzioni sono 30 mila i posti di lavoro andati perduti.
Insomma la Sicilia arriva alla fine del 2010 dopo dodici mesi nei e con l’attesa, fra le altre cose, del credito d’imposta che consentirà alle imprese di compensare i costi sostenuti per gli investimenti con le imposte da pagare.
Sul Giornale di Sicilia in edicola oggi i dettagli dell’inchiesta con le interviste all’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, al titolare della delega alle Attività produttive, Marco Venturi, a Raffaele Bonanni, segretario regionale della Cisl, e al presidente dell’Ance di Palermo, Giuseppe Di Giovanna.

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