Rintocchi di campane all'alba, polemiche a Gela

Protesta nel centro storico di un gruppo di cittadini che ha deciso di raccogliere firme contro il parroco della chiesa madre. Lui di si difende: "Fatto occasionale legato alla novena del Natale"

GELA. Monta la protesta tra gli abitanti del centro storico di Gela, svegliati ogni mattina, alle 6,30, dai rintocchi delle campane della chiesa madre, che chiamano i fedeli a messa. Un gruppo di cittadini ha deciso anche di avviare una raccolta di firme da trasmettere al vescovo della diocesi.
I più infastiditi sono i lavoratori turnisti, i quali, finito il turno di notte, non riuscirebbero a prendere sonno prima delle sette, perché un secondo lungo scampanio segue di un quarto d'ora il primo. E qualcuno ha annunciato che, già da questa mattina, chiederà l'intervento dei carabinieri.
Il parroco e vicario foraneo di Gela, monsignor Grazio Alabiso, ha minimizzato la vicenda sostenendo che "lo scampanio di questi giorni, della durata di circa un minuto, è un fatto estemporaneo, occasionale, legato alla novena del Natale, che celebriamo alle sette del mattino". Ma i contestatori sostengono che "adesso il parroco si giustifica con la novena di Natale, pochi giorni fa ci svegliava perché c'era il triduo di Santa Lucia, a novembre i rintocchi a morto e lo scampanio per il sacramento esposto, insomma ogni occasione è buona per suonare le campane e svegliare la gente".
"Chiediamo - dice un metronotte, che abita nella zona - il rispetto della legge e della circolare che lo stesso vescovo di Piazza Armerina, monsignor Michele Pennisi, ha fatto pervenire alle parrocchie perché non vengano suonate le campane prima delle 8 del mattino".

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