Formazione, i sindacati confermano lo sciopero

La manifestazione di protesta dei lavoratori è stata annunciata nei giorni scorsi per lunedì 20, a Catania

PALERMO. I sindacati regionali della scuola di Cisl e Uil e lo Snals-Confsal confermano la manifestazione di protesta dei lavoratori della formazione professionale annunciata nei giorni scorsi per lunedì 20, a Catania. Il concentramento si terrà in piazza Università, alle 10. La decisione, fanno sapere, è stata assunta nonostante le deliberazioni in materia adottate nella serata di ieri dal governo della Regione.
La protesta è "più che legittima", dichiarano i sindacati in risposta all'invito rivolto ieri sera dal governatore, a ritirare l'iniziativa. Anzi, l'esecutivo deve "cambiare registro. Infatti, il governo, che inizialmente aveva messo zero euro nella bozza di bilancio per il 2011, non ha risolto alcun problema stanziando appena 120 milioni in luogo dei 242 impegnati per il 2010, perché con questa somma non si può in alcun modo avviare e gestire il piano formativo. Meno che mai è possibile parlare di riforma o più semplicemente di riorganizzazione del sistema". "Invece, è evidente - è la tesi di Cisl, Uil e Snals-Confsal - che così il settore è sospinto verso la precarizzazione e portato al collasso".
Per di più, insistono i sindacati, "il riordino del sistema è richiesto sin da febbraio dai lavoratori, ma l'assessore Mario Centorrino ha fatto finta, finora, di ignorare sollecitazioni e proposte, agendo con molta approssimazione sulla prospettiva per il 2011". In particolare, gli operatori della formazione rimarcano che l'accordo sugli stipendi arretrati (per il 2010 da due a sei a seconda degli enti), va definito "entro qualche giorno. Va garantito il diritto a percepire la retribuzione con cadenza mensile a fronte della prestazione lavorativa". Insistono per il cosiddetto "definanziamento degli enti dissestati".
Chiedono intese sindacali che accompagnino alla pensione i lavoratori più anziani "che abbiano i requisiti minimi di legge". E indicano la strada del "passaggio dall'attuale sistema della sovvenzione al più adeguato metodo della convenzione, che blocca la possibilità di nuove assunzioni clientelari".

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