Palermo, tra i banchi con cappotti e piumini

Freddo nelle classi nel capolouogo, diversi i casi di raffreddore ed influenza. L'Amg, dopo il via libera del Comune, sta provvedendo a riattivare gli impianti di riscaldamento

PALERMO. Era i primi di dicembre quando in tutti i telegiornali venivano mostrate le spiaggie di Mondello e La Plaja a Catania prese d'assalto da coraggiosi bagnanti che complice il bel tempo e le alte temperature si tuffavano a mare. Un evento che stupiva poco, essendo la nostra regione la più vicina all'Africa ma che comunque era motivo d'invidia dei cittadini del nord assediati da un inverno polare. La pacchia è finita, si potrebbe dire, infatti da alcuni giorni su Palermo e in tutta la Sicilia le temperature sono crollate ed i palermitani sono stati costretti ad uscire maglioni, sciarpe e giacconi. A soffrire di più di questo brusco calo delle temperature sono anziani e bambini, in particolare quest'ultimi visto che ben 158 scuole, tra asili nido, elementari e medie non possono accendere i termosifoni o ne sono addirittura sprovviste.
«Stiamo letteralmente morendo dal freddo - dice Francesca Vella, dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo Pier Santi Mattarella - la palestra è stata chiusa perché non si può chiedere ai bambini di mettersi in tuta, c'é troppo freddo e umidità. Nelle classi tutti stanno con le sciarpe e i piumini: per questo ho preso la decisione, sotto mia responsabilità per la sicurezza, di comprare delle stufe e distribuirle nelle classi». Nei corridoi dell'Istituto non si superano gli 8 gradi «raggiungendo il paradosso - continua il dirigente scolastico - che si sta molto meglio fuori che nelle classi».
Il problema è riconducibile alla mancanza di finanziamenti da parte del Comune, che si è visto costretto lo scorso luglio a sospendere il servizio, gestito dall'Amg, di manutenzione ed accensione delle caldaie.
Un inverno così gelido i palermitani non lo ricordano da diversi anni , le temperature si aggirano tra i 5 gli 8 gradi e complice anche un pò di vento la percezione che si ha di esse è vicino allo zero.
Anche nella scuola "Valverde" e il "Ferrara", nella zona Kalsa, la situazione non è facile, infatti in questi istituti mancano del tutto gli impianti di riscaldamento. «Entrambi sono edifici storici dei primi del '900 - dice il dirigente scolastico Rosa Rizzo - e sono sprovvisti di termosifoni. Inoltre hanno tetti particolarmente alti e muri molto spessi. Questo fa si' che ci sia più freddo e umidità. Nella scuola Ferrara non possiamo mettere neanche delle stufe perché va in tilt il contatore».
Diverse le classi decimate nelle diverse scuole, raffreddori, influenze hanno colpito bambini e docenti e ci sono stati anche casi di bronchite e polmonite.
Per contrastare l'emergenza freddo il Comune ha dato il via libera alla ripresa del servizio e l'Amg ha gia provveduto a riaccendere gli impianti di riscaldamento in ventidue scuole. I lavori di manutenzione, che di solito vengono effettuati in estate, procedono a ritmo serrato ed entro gennaio tutte le 180 scuole gestite dalla società potranno accendere i termosifoni.

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