Ars, raddoppiano le spese per i consulenti

Il costo raggiunge i 600 mila euro. Lievita anche il budget per call center, pranzi e cene degli onorevoli. Diminuiscono però le indennità per i 90 deputati

PALERMO. Raddoppiano le spese per le consulenze, raggiungendo i 600 mila euro, e lievitano il costo del call center e quello dei pranzi e delle cene degli onorevoli. È un bilancio che vede crescere le uscite, quello dell’Ars per l’anno prossimo, anche se diminuiscono le spese per i 90 deputati. Il Parlamento regionale costerà 177.965.776 euro, ben 6 milioni e 390 mila euro in più dell’anno che sta per chiudersi. Buona parte delle maggiori uscite è destinata a interventi di recupero dei beni immobili, in particolare palazzo ex Ministeri per cui è prevista una spesa di 3,3 milioni.
Sono i dati più evidenti del bilancio interno dell’Ars, approvato mercoledì sera dal consiglio di presidenza e in attesa di essere ratificato dall’aula in una delle prossime sedute.
Va detto che le spese per le consulenze del consiglio di presidenza e soprattutto delle commissioni parlamentari dal 2011 confluiranno in un capitolo specifico: saranno così separate da tutte le altre che riguardano il personale esterno. Ciò rende contabilmente maggiore il loro peso e soprattutto il confronto con l’anno precedente. Tuttavia la relazione tecnica del servizio ragioneria mette in luce che «di recente si è registrata una crescita delle prestazioni richieste dai presidenti delle commissioni parlamentari. Da qui è derivato un aumento dei costi». Il relativo capitolo di bilancio è passato dai 320 mila euro del 2010 ai 600 mila del 2011. Formalmente si tratta di collaborazioni coordinate e continuative, per un massimo di tre mila euro al mese, o prestazioni occasionali con lo stesso tetto. A queste si aggiungono le altre «prestazioni professionali a favore dell’Assemblea» il cui relativo capitolo resta stabile sui 500 mila euro. E per il personale addetto a vario titolo alle segreterie particolari delle commissioni la spesa resta di 2,7 milioni, così come il contributo per il funzionamento dei gruppi parlamentari (8 milioni e 112 mila euro come nel 2010). I gruppi possono però contare su altri 5 milioni e mezzo destinati ai portaborse e alle attività di supporto ai deputati.
Cresce anche il costo della bouvette dell’Ars. Per i pranzi e le cene degli onorevoli (che usufruiscono di bonus che abbattono i prezzi) si passa dai 700 mila euro del 2010 agli 870 mila dell’anno prossimo. Anche al ristorante dell’Ars c’è stato un aumento dei dipendenti e del relativo costo. Fra le voci che crescono di più c’è anche quella per il call center: si passa da 570 mila euro a 900 mila. In compenso calano alcune voci collegate: 50 mila euro in meno per impianti elettrici e termici, 110 mila euro in meno per la sorveglianza. Il costo delle autoblu scende da 500 mila a 450 mila euro. Mentre per carta e materiale di cancelleria la spesa resta di 180 mila euro. Un aumento invece alla voce «arredi»: si passa dai 110 mila euro del 2010 ai 185 mila del 2011. Le spese di rappresentanza e per le relazioni esterne crescono da 650 mila a 750 mila euro. Per conferenze, convegni e iniziative in collaborazione con l’Università stanziati per la prima volta 60 mila euro.
E gli onorevoli, quanto ci costano? Per una volta, 540 mila euro meno dell’anno che sta finendo. Effetto delle misure decise dal consiglio di presidenza su input di Francesco Cascio. Per le indennità dei parlamentari si spenderanno 13,5 milioni come nel 2010. Per la diaria si scende da 4,4 milioni a 3,8. Alla fine, il costo totale delle spese per i deputati (ci sono anche missioni e indennità d’ufficio) scende dai 22,3 milioni di quest’anno ai 21,8 dell’anno prossimo. Stabili anche altre voci: per la partecipazione degli onorevoli a corsi di lingua straniera pronti 42 mila euro, per gli assegni vitalizi agli ex deputati si spenderanno gli stessi 21,5 milioni dell’anno in corso. Il contributo per l’associazione degli ex deputati sale da 34 mila a 45 mila euro. L’Ars prevede di tagliare ancora queste voci per effetto della decisione di togliere il cumulo delle pensione agli ex onorevoli poi eletti a Roma o a Bruxelles.
Per quanto riguarda il personale amministrativo di ruolo, la spesa scende da 35 milioni a 34,6. Ma aumenta lo stanziamento per l’aggiornamento professionale (da 250 mila a 300 mila) mentre resta stabile sui 3,3 milioni la somma destinata alle indennità di risultato. Il costo dei dipendenti in pensione sale da 38,4 milioni a 38,7.

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