Regione, pronto il braccio di ferro sui precari con il Commissario di Stato

Lombardo: "Tremonti ha promesso di chiudere un occhio anche sui vincoli di bilancio". Ancora dubbi sulla copertura finanziara e sulle stabilizzazioni. Si rischia una impugnativa

PALERMO. Il governo si prepara al braccio di ferro con il Commissario dello Stato sulla legge per la stabilizzazione dei precari. Approvata nella notte di martedì all’Ars, la legge passa ora all’esame del prefetto di piazza Principe di Camporeale. Molti sono i dubbi circolati alla vigilia anche in ambienti vicini al Commissario dello Stato. E nella notte di martedì l’assessore al Lavoro, Andrea Piraino, li ha raccolti durante il suo intervento: «Il percorso per la stabilizzazione è composto da diversi momenti e non sarà un percorso facile. Se arrivasse l’impugnativa del Commissario dello Stato il governo proporrebbe di resistere di fronte alla Corte costituzionale». Anticipazione che ha visto d’accordo anche Pid e Pdl.



Nessun problema dovrebbe nascere sulle proroghe, i dubbi emersi in questi giorni riguardano la copertura finanziaria e la parte della norma che prevede le stabilizzazioni: articoli che derogano a leggi nazionali e che si incastrano col patto di stabilità. Ieri Lombardo in conferenza stampa ha mandato più di un messaggio: «Abbiamo spedito la norma al ministro Tremonti. Ci aspettiamo che, come ha promesso in estate, chiuda un occhio e forse anche l’altro sui vincoli di bilancio». Per il governatore, anche il Commissario dello Stato non potrà non tenere conto del fatto che «sono stati sottratti al ricatto politico 23 mila precari degli enti locali e per loro non verrà speso un euro in più rispetto al passato». Piraino e Lombardo hanno ammesso in conferenza stampa che «si tratta dell’avvio del processo di stabilizzazione». Assessore e governatore hanno specificato che la trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato «avverrà nel rispetto delle attuali qualifiche. Chi è in fascia bassa, A e B, avrà il posto più rapidamente. Chi è in C e D dovrà svolgere una selezione pubblica in cui il titolo e l’esperienza maturata avranno un peso specifico maggiore».



Intanto si apre la polemica sulle categorie escluse o ammesse in extremis. Se Dino Fiorenza (Fli) esulta «per l’inserimento nel processo di stabilizzazione dei Puc delle università tra cui i 176 dell’ateneo catanese», il Pid va all’attacco sugli emendamenti caduti nella lunga notte del voto. I deputati Maira, Cordaro, Dina, Caronia, Gianni, Cascio e Catalano segnalano che «solo noi ci siamo opposti allo stralcio delle norme per i 90 amministrativi della Spo di Palermo, i 150 dell’Arpa, i 450 del Ciapi e gli Lsu delle coop Lavoro». Esclusi dalla stabilizzazione pure i 6.500 Asu che restano anche senza contratto: per loro - ha confermato Piraino - viene mantenuto solo il sussidio da 500 euro al mese erogato dall’Inps con 36 milioni stanziati dalla Regione.



Ma su queste categorie lo scontro è aperto. Per il Pd, con Giovanni Panepinto, «è da irresponsabili aizzare le sigle che non sono rientrate nella legge». Il Pd ha difeso l’impostazione della legge con il capogruppo Antonello Cracolici e con i deputati Baldo Gucciardi, Pino Apprendi, Filippo Panarello e Bruno Marziano: «Finita l’era del ricatto politico ma va fatto ancora uno sforzo per gli Asu». La legge, che ha avuto in Lino Leanza il suo regista, ha raccolto i voti dell’intero Parlamento ed è stata salutata con soddisfazione dal Pdl col coordinatore Domenico Nania e con i deputati Salvino Caputo, Marco Falcone e Vincenzo Vinciullo. L’Udc plaude con Giulia Adamo e Totò Lentini. Soddisfatti Riccardo Savona e Giovanni Greco del gruppo Misto. Resta però la parziale delusione dei sindacati. Per il Movimento Giovani Lavoratori, la sigla autonoma più rappresentativa degli Lsu degli enti locali, «la norma - dice Massimo Bontempo - lascia perplessi. I Comuni non avvieranno le stabilizzazioni perchè risulterà troppo complicato». E Claudio Barone, segretario della Uil, recrimina per «l’esclusione degli Asu. È necessaria anche per loro una condizione più stabile e utile».

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