L'eco della fiducia a Berlusconi scuote anche la Sicilia

Lombardo dal suo blog attacca il premier: "Non ha saputo affrontare il nodo del Mezzogiorno, ha massacrato il Sud". Il senatore Burgaretta fuori dall'Mpa, che aveva garantito il suo appoggio al Governo. Galioto (Pdl) verso l'Udc

PALERMO. Difende il Sud e attacca Berlusconi, il cui governo "non ha saputo affrontare il nodo del Mezzogiorno". A due giorni dalla fiducia ottenuta dal premier alla Camera, il governatore siciliano Raffaele Lombardo spiega il suo "no" a Berlusconi e ricorda che il patto stretto tra l'Mpa e il presidente del Consiglio si basava sull'impegno per il meridione, "massacrato da questo governo, che invece di interrompere l'attuale fase storica si prefigge di trattare con singoli deputati per farli trasmigrare da un'area all'altra".    Il leader autonomista ricorda che il Cipe ha approvato recentemente finanziamenti destinati al Nord, "dando qualche briciola alle regioni del Centro e non un euro al Sud". Votare la fiducia a Berlusconi avrebbe significato, secondo Lombardo, "tradire i nostri elettori".    


Tra i "traditori", per quanto il governatore non faccia nomi, c'é anche il senatore Sebastiano Aparo Burgaretta: eletto con il Movimento per l'autonomia, il parlamentare due giorni fa ha votato la fiducia a Berlusconi, abbandonando l'Mpa tra gli improperi di Giovanni Pistorio, il capogruppo dei senatori autonomisti a palazzo Madama.    Aparo Burgaretta assicura che la sua è stata "una scelta nel segno della coerenza, per garantire continuità e stabilità al Paese. Non c'é stata alcuna operazione di compravendita e non ho cambiato alcuna idea di fondo nella mia condotta parlamentare". E fa notare al suo ex partito che solo il 30 settembre scorso ha votato la fiducia all'attuale governo: "Se qualcuno ha cambiato idea - aggiunge - è il gruppo dell'Mpa, per salvaguardare le posizioni di privilegio acquisite in Sicilia". Quali? Nell'Isola Lombardo - eletto da una coalizione di centrodestra nel 2008 - un paio di mesi fa ha formato il suo quarto esecutivo con il sostegno di Pd, Fli, Api e Udc. I democratici (il cui gruppo parlamentare all'Assemblea siciliana conta 27 deputati su 90) hanno posto come condizione irrinunciabile per rimanere nell'esecutivo che Lombardo giri definitivamente le spalle a Berlusconi. Condizione che, secondo il parlamentare agrigentino del Pdl, Giuseppe Marinello, fa di Lombardo "un uomo disperato. La finisca di accusare Berlusconi, anche perché assume sempre più le vesti di una patetica figura dell'epopea pirandelliana che, in mancanza d'altro, guarda verso il cielo imprecando contro il sole e la luna".    


Intanto, se Aparo Burgaretta ha deciso di rafforzare le fila dei sostenitori di Berlusconi, il senatore palermitano del Pdl Enzo Galioto (assente durante il voto di fiducia a palazzo Madama) ha deciso di lasciare il partito. In molti lo danno già nell'Udc, ma lui si limita a dire "non confermo e non smentisco".

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