E se Casini cedesse alle lusinghe?

Il Polo della Nazione nato ieri sera tra Casini, Fini e Rutelli reggerà a ogni sorta di lusinga e andrà compatto alle elezioni o è possibile che il leader dell'Udc a un certo punto - con garbo, secondo le nobili tradizioni democristiane - si smarchi per giocare la sua partita?
Torniamo alla sera di martedì. Incalzato in una intervista pubblica da due colleghi e da me, Silvio Berlusconi ha fatto due passi che finora aveva sempre rifiutato. Si è detto disponibile a dimettersi a conclusione di una «crisi pilotata» che lo porti al reincarico immediato dopo l'accordo con l'Udc e a ridiscutere la legge elettorale, fatto salvo il mantenimento di un cospicuo premio di maggioranza come garanzia del bipolarismo. Sono le due condizioni più importanti avanzate da Casini. Berlusconi si è detto favorevole anche alla terza (più soldi alle famiglie) che Bossi potrebbe accettare se l'Udc la smettesse di battersi da sola contro il federalismo fiscale, accettato da tutti gli altri partiti. Nella stessa serata di martedì Casini ha respinto al mittente le offerte del Cavaliere che ieri gli ha risposto rilanciando la caccia ai moderati dei diversi schieramenti. Ieri sera il Polo della Nazione ha fatto la faccia feroce dando prova di compattezza e di indisponibilità ad aperture, fatte salve quelle su singoli provvedimenti del governo. Fin qui la cronaca.
Berlusconi e Casini sanno benissimo che con gli 'ascari' (così vennero chiamati un secolo fa i deputati sedotti all'ultima ora da Giolitti) non si fa molta strada. Il governo (vigile la Lega) non ha nessuna convenienza a farsi logorare per mesi. Così se a gennaio Casini sarà rimasto sulle sue posizioni, le elezioni anticipate saranno inevitabili. Oggi, paradossalmente, il più interessato a farle, oltre a Di Pietro, è proprio Fini, che si era ribellato a Berlusconi per la ragione opposta. Il Terzo Polo, o come si chiama adesso, può dare segni reali di vita solo se si presenterà unito al Senato per superare lo sbarramento dell'8 per cento e rendere molto più difficile la vittoria di Berlusconi. È meno probabile che vada avanti compatto nelle prossime battaglie parlamentari. Su Casini saranno esercitate pressioni molto forti perché entri «responsabilmente» nella maggioranza di governo: da Confindustria alla parte moderata del sindacato a larga parte del mondo cattolico, cominciando dal Vaticano. Qualcuno ieri sosteneva che da vincitore Berlusconi potrebbe fare il bel gesto di aprire anche agli sconfitti di Futuro e Libertà. Ma potrebbe Fini dimenticare tutto quel che ha detto nell'ultimo anno e avere la conversione santificante del vecchio Scrooge la notte di Natale? Improbabile, molto improbabile. Il discorso di Italo Bocchino ha bombardato gli ultimi ponti, se ne esistevano ancora. In politica mai dire mai, ma la rottura personale e politica tra Fini e Berlusconi sembra davvero irreversibile. Vedremo dunque se all'interno del Polo della Nazione giocheranno tutti la stessa partita.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

I più cliccati